VIKINGS: RIEPILOGO 3X10 THE DEAD

VIKINGS: RIEPILOGO 3X10 THE DEAD

Il battesimo di Ragnar avvenuto nel precedente episodio non è stato apprezzato dal resto del gruppo che dimostra tutta il suo disappunto all’arrivo delle truppe franche presso l’accampamento.

La speranza dei nemici è che una volta ricevute le ricchezze promesse i vichinghi lascino senza avanzare alcun altra pretesa il suolo francese.

Soldato: “Tutte le ricchezze sono qui, come pattuito. Abbiamo rispettato la nostra parte dell’accordo. L’Imperatore si aspetta che rispettiate la vostra e ve ne andiate immediatamente.”

Disteso su di un letto infermo e malato Ragnar aspetta il proprio momento tuttavia gli altri lo ritengono ancora il loro capo e si recano presso di lui per informarlo della situazione attuale e ricevere consigli.

Rollo: “Hanno portato il bottino.”

Ragnar: “Non fa alcuna differenza, per me. Sto morendo.”

Quelli che lo scelsero come guida non riescono a darsi una spiegazione riguardo al comportamento assunto da Ragnar, lo stesso Floki è ancora fermamente convinto che la colpa di tutto ciò sia da imputare al monaco Athelstan altri come Lagertha sono profondamente sorpresi dalla sua conversione alla fede cristiana.

Lagertha: “Fatico a credere che Ragnar sia diventato cristiano.”

Persino Rollo si è fatto battezzare ma il gesto sembra non aver attecchito nel suo animo, gli dei lo hanno protetto ma non sono riusciti a far lo stesso con Ragnar.

Le condizioni di Ragnar non accennano a migliorare e c’è già qualcuno interessato ad approfittare della situazione ossia Kalf e Erlendur figlio del defunto re Horik.

Erlendur: “Credi che siano vere? Le voci che circolano su Ragnar.”

Kalf: “Lo spero.”

Erlendur: “Perché?”

Kalf: “Perché a nessun Re cristiano verrebbe mai concesso di governare il nostro mondo.”

Intanto la nobiltà framca sta ringraziando per la buona riuscita della battaglia e la presunta sconfitta del popolo vichingo.

Re Carlo: “Che grandioso giorno da festeggiare. La nostra preziosa città è salva.”

Il sovrano avrà anche ottenuto la vittoria ma sua figlia la principessa Gisla ci tiene a sottolineare che si tratta comunque di un trionfo ottenuto dietro pagamento di una cospicua somma di denaro.

Nonostante la sconfitta le ricchezze ottenute sollevano gli animi dei vichinghi ma Bjorn è preoccupato per il destino del padre e a sua volta Ragnar si tormenta per quello che sarà il futuro di Bjorn quando lui non ci sarà più.

Ragnar: “Verrà un giorno in cui tu sarai responsabile per il nostro popolo.”

Bjorn: “Sei tu il nostro Re.”

Ragnar: “Per ora. Ma quando arriverà il tuo momento, devi governare con la testa, non con il cuore.”

Dall’alto del proprio dominio la principessa Gisla si chiede perché i vichinghi popolino ancora la loro terre ragion per cui il conte Oddone valuta di compiere una spedizione per capirne il motivo.

Giunti nei pressi dell’insediamento le truppe francesi chiedono spiegazioni a riguardo e la risposta non tarda ad arrivare dal momento che Ragnar non può viaggiare ha come ultima richiesta quella di essere sepolto con rito cristiano

Conte Oddone: “Celebreranno una messa cristiana per la sua anima.”

La scena che segue è straziante poiché vedere Ragnar un tempo sovrano determinato e coraggioso ora stremato e febbricitante stringere la mano di suo figlio Bjorn muoverebbe pietà nell’animo di chiunque.

Una bara di legno accoglie le membra affaticate di Ragnar mentre Bjorn cerca l’ultimo debole segnale di vita del padre ma invano.

Re Ragnar muore non per mano nemica ne per mano di coloro che tramavano contro di lui, amico e consigliere fidato, la tristezza per la sua morte aleggia nell’aria posandosi nelle coscienze di quanti in vita lo avevano sostenuto.

La fanciulla dello scudo Lagertha è sconvolta e si reca per prima a rendere omaggio all’uomo che per lungo tempo è stato suo marito ma che difatti non l’ha mai abbandonata.

Lagertha: “Chissà cosa hanno in serbo gli dei per noi. Ma questo non me lo sarei mai immaginato. Se sei andato in paradiso, allora non ci rincontreremo mai più.

E tuttavia penso che Odino cavalcherà come il vento e verrà a salvarti, e a portarti nel Valhalla, dov’è giusto che tu sia, mio caro dolce Ragnar.

E lì, lì ci rincontreremo e combatteremo e brinderemo e ci ameremo.”

A seguire Rollo che si rivolge al defunto fratello con parole austere e nel loro complesso sincere.

Rollo: “Ce l’ho sempre avuta con te è vero. Non ha senso negarlo. Mi dispiace che tu sia morto, ma succede a tutti, prima o poi.

E’ strano che gli dei abbiano preso prima te. Ho sempre pensato che fossi il loro prediletto. Lo credevi anche tu. A quanto pare sbagliavamo entrambi.”

Infine Floki l’amico di tante avventure, leale seguace e sostenitore, fermamente convinto della propria fede pagana.

Floki: “Dunque ho costruito io la nave che ti ha portato alla gloria, e sempre io ho costruito la nave che ti porterà nel tuo Paradiso. E comunque, porgi i miei saluti ad Athelstan.

Ci hai rinnegati. Hai rinnegato la tua cultura. Hai rinnegato il nostro futuro. Hai rinnegato me. Io ti voluto bene più di chiunque altro.

Ti ho voluto più bene di quanto te ne abbia mai voluto quel prete. Ma non è servito a niente. Per te sono sempre stato solo Floki: ‘Che bisogno c’e’ di preoccuparti di Floki? Tanto è solo un buffone’.

Io ti odio, Ragnar Lothbrok. E ti voglio un gran bene. Perché mi hai allontanato da quello che sono?”

Il feretro accompagnato dal rituale vichingo viene portato dal popolo presso l’entrata delle mura della fortezza franca e una volta varcata la soglia si chiude per Ragnar la possibilità di far ritorno alle proprie origini per dar spazio al funerale cristiano.

Eppure il mondo dei vivi non ha ancora decretato la sua morte, Ragnar non poteva di certo uscire dalle scene in un modo così insignificante, è riuscito a prendersi beffa di tutti, forse solo Bjorn era al corrente del piano ma non è da escludere la sua inconsapevolezza.

In un impeto di rabbia Ragnar uccide il prelato della città mentre con un braccio tiene sotto ostaggio Gisla e con l’altro minaccia di morte anche lo stesso re Carlo II.

Il gesto di Ragnar di rapire la donna diventa l’espediente per dar luogo allo scontro che i Franchi avevano cercato in ogni modo di evitare infatti subito dopo aver permesso a Bjorn di varcare le porte della città libera la principessa per evitare di esporla all’ira della sua armata.

Conte Oddone: “Vostra Altezza, hanno saccheggiato molte zone della città, hanno preso ciò che volevano e se ne sono andati.”

Il tentativo di Ragnar di ridar lustro al proprio popolo non ha sortito l’effetto voluto dal momento che tutti sono rimasti amareggiati dal suo gesto che forse non è stato opportunamente compreso.

Lagertha: “Perché non ce l’hai detto prima? Non ti fidavi di noi?”

Bjorn: “Ho fatto quel che mio padre mi ha detto di fare.”

Le mire espansionistiche nel territorio francese non verranno messe da parte per cui bisogna che alcuni restino presso lo stanziamento, Rollo si fa avanti in quanto sente di avere delle ragioni per restare mentre gli altri faranno ritorno in Danimarca.

Il sovrano si rende conto che nonostante gran parte dei norreni abbiano lasciato la Francia una parte di loro capeggiata da Rollo vi è rimasta probabilmente in vista di un nuovo attacco e che se non verrà fatto qualcosa sarà dura fronteggiare un nuovo scontro in quanto la prossima volta la posta in gioco sarà davvero alta.

Gisla: “Dovrete offrir loro ancora più soldi.”

Re Carlo: “Dovrò offrire loro anche più di quello. Devo offrire loro qualcosa di gran lunga più prezioso per me dell’oro o dell’argento. Devo offrire la tua mano.”

La principessa si rifiuta di accettare la proposta di unirsi in matrimonio con uno dei barbari tuttavia non può opporsi dal momento che questo significherebbe consegnare la città in mano nemica.

Il momento tanto auspicato da Rollo è giunto, finalmente potrà acquisire anche lui un ruolo di rilievo come quello che ha sempre ottenuto il fratello Ragnar, questa volta però dovrà scegliere attentamente perché le condizioni del patto sono ben chiare.

Rollo: “In cambio cosa devo fare?”

Soldato: “Difenderai Parigi da tuo fratello.”

Di fronte a un’offerta del genere è facilmente intuibile quale sarà la scelta di Rollo che non rendendosi conto del discorso al vetriolo esposto da Gisla sorride scioccamente rimanendo colpito dal suo comportamento coraggioso.

Il tempo che accompagna il ritorno dei vichinghi a Kattegat è inquieto così come lo è l’animo di Ragnar il cui sguardo cerca nel buio della notte quello di Floki per annunciargli che la resa dei conti è vicina pertanto non ci resta che attendere il seguito della storia per conoscere quale corda del destino il fato suonerà per loro.

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Scritto da: Dovahkiin

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Vikings recap: ‘The dead’