VIKINGS: RIEPILOGO 3X09 BREAKING POINT

VIKINGS: RIEPILOGO 3X09 BREAKING POINT

Il primo scontro con le forze francesi ha portato alla rovina del contingente armato vichingo che per la prima volta ha dato segni di debolezza di fronte a un nemico più intrepido del previsto.

La condizione degli uomini di Ragnar non è delle migliori, le risorse scarseggiano e la frustrazione dilaga tra coloro che sono rimasti indenni e tra questi un desolato Floki continua a darsi pena della sventura in cui sono incorsi.

Floki: “Non riesco a capire perchè abbiamo fallito Ragnar. Ho fatto tutto ciò che dovevo per assicurarmi che ne uscissimo vittoriosi.”

Il re Carlo avrà vinto una battaglia ma non facilmente vincerà la guerra, il popolo nordico vanta non solo uomini ma sopratutto donne coraggiose come Lagertha e altre fanciulle dello scudo che la seguono a nuoto sul far della notte.

Le sentinelle di guardia non si rendono conto della seconda incursione mentre qualcuno aggirandosi al buio per compiere concordemente l’azione furtiva si assicura di eliminare ogni singolo soldato di guardia.

La destrezza non basta perchè accortisi della sgradita presenza delle guerriere vichinghe i Francesi utilizzano il diversivo dell’olio bollente per metterle subito fuori gioco.

Gisla: “L’anticristo e i suoi demoni sono qui. Prego Dio e la Vergine Madre affinchè non riescano ad entrare.”

Imperterrita Lagertha sfrutta il momento di distrazione delle guardie per lanciare un ramo di legno infuocato contro la porta di ingresso creando così un’espediente per i suoi alleati accalcati al di fuori.

Le truppe Franche non si lasciano intimorire liberando un’altro fatale marchingegno contro gli sventurati norreni chiusi all’interno dello stretto varco da loro stessi creato.

Alcuni nella fuga vengono travolti la maggior parte riesce a scampare al pericolo ma sono scossi dall’accaduto tranne Rollo che non si da per vinto, impugnando una lancia blocca il meccanismo del cilindro rotante.

Nuovamente la principessa Gisla presente tra le fila di coloro che stanno combattendo rimane colpita dall’impegno che Rollo dimostra in battaglia.

Questa volta sono le truppe francesi ad essere in difficoltà e il conte Oddone si reca presso il re chiedendogli di mostrarsi tra i soldati per dargli coraggio e speranza come avrebbe fatto suo nonno Carlo Magno ma il sovrano sembra restio ad allontanarsi dalle mura sicura che lo circondano.

Re Carlo: “Purtroppo per voi conte Oddone, io non sono come mio nonno. Io non sono Carlo Magno.”

La città è invasa dal suono di una moltitudine di spade e asce impugnate da uomini armati che si scontrano reciprocamente dimostrando il proprio valore e forza.

Nell’accampamento Ragnar rimasto in disparte avverte fitte provenienti dalla ferita all’addome così dolorose da causargli visioni soprannaturali di Athelstan e di un misterioso individuo vestito di un mantello e un bastone su cui poggiano due corvi che ha tutte le caratteristiche per essere identificato con Odino, pare che stia vivendo un dissidio interiore simile a quello provato dal suo amico Athelstan.

Nell’impeto del conflitto la fazione vichinga ha perso alcuni uomini tra cui lo Jarl Siegfried e il viandante a cui Ragnar si era affidato per carpire maggiori dettagli sulla fortezza francese.

Conte Oddone: “Ce n’era un altro. Un gran guerriero. Ha inchiodato quel macchinario e l’ha fatto da solo. Non mai visto un uomo di tale forza e violenza. Chi è?”

Sinric: “Si chiama Rollo è il fratello del re Ragnar il comandante dei Norreni. E’ un illustre guerriero, combatte con la furia di un orso.”

Il viandante ha espresso bene il concetto ed è chiaro che l’orso cui faceva riferimento la profezia del Veggente è Rollo.

L’attacco alla città di Parigi ha lasciato temporaneamente in sospeso la situazione nel Wessex dove re Ecbert sta aspettando il ritorno di suo figlio Aethelwulf dalla spedizione in Mercia presso la principesssa Kwenthrith.

Re Ecbert: “Judith ci sono cose che bisogna dire e ci sono cose che bisogna solo capire, ho promesso solennemente che ti avrei protetta così come avrei protetto i tuoi figli, specialmente Alfred da tutti coloro i quali potessero fare del male a te o a lui. Hai capito a cosa mi riferisco non è così? Sappiamo entrambi di cosa è capace mio figlio.”

Presto o tardi si sarebbe avviata anche nei paesi di religione pagana quel processo noto come “evangelizzazione” operata da frati cristiani così come sta per accadere al villaggio di Kattegat.

Monaco: “Le vostra divinità hanno mani umane e sono muti sordi e ciechi. Come potrebbero mai salvarvi? Chi è in grado di salvare se stesso, se ha perso uno dei sensi?”

Aslaug: “Potrei anche ammettere che il tuo Cristo sia un dio. Ma se anche fosse, i nostri sono superiori, come i loro segnali e le loro meraviglie.”

Il conflitto militare si trasforma in un duello che mette a confronto le due religioni così i Franchi cristiani rivendicano il potere del loro Dio nei confronti dei pagani e viceversa così il sacrificio dello jarl Siegfried diventa il pretesto per punire il popolo vichingo di aver osato affrontare la corona francese.

La guerra non è più l’unica preoccupazione a questa ci si aggiunge il dilagare di una misterioso morbo di cui non si sanno bene le cause ma di cui son ben evidenti le consequenze.

Conte Oddone: “Vostra Altezza, negli ultimi giorni oltre duecento nostri concittadini hanno contratto questa malattia sconosciuta e sono morti. Solo Dio sa quanti ancora moriranno.”

I cittadini di Parigi stanno soffrendo malanni oltre alla fame bisogna far in modo di far cessare questa condizione scendendo a patti con il nemico ma Gisla sempre combattiva non sembra essere d’accordo con la proposta del conte Oddone.

Re Carlo: “Capisco entrambi i vostri punti di vista ma devo pregare in solitudine e devo provare a scoprire il volere di Dio.”

Il ritorno di Aethelwulf dalla Mercia sconvolge i piani di re Ecbert a maggior ragione perchè il principe sembra essersi reso conto della volontà del padre di eliminarlo in modo da rimanere unico sovrano dell’intero territorio inglese.

Aethelwulf: “Tuttavia devo chiederti una cosa, padre. E devi perdonarmi ma non posso evitarlo. Devo chiederti se fossi preparato segretamente alla possibilità che Kwenthrith mi uccidesse. Eri preparato a pagare questo prezzo per conquistare la Mercia?”

Re Ecbert: “Assolutamente no! E francamente quest’accusa mi sconvolge.”

Frattanto un’armata viene mandata presso la base vichinga per trattare di un eventuale accordo tra i due avversari in modo tale da porre fine a un conflitto che si sta rivelando particolarmente difficoltoso.

Ognuno dei capi dell’incursione ha un’idea sul da farsi ma nonostante la sua condizione fisica Ragnar fa sentire a gran voce la sua presenza come sovrano e in quanto tale in grado di impartire ordini.

Ragnar: “Avete avuto tutti le vostre idee e hanno tutte fallito! Io non fallirò. Ora senza ulteriori discussioni, domani incontreremo i Franchi.”

Le proposte avanzate dal conte Oddone vengono tutte rifiutate da Ragnar il quale non vuole ne possedimenti ne denaro l’unica cosa cui aspira è di essere battezzato, una richiesta che viene interpretata come abbastanza singolare dal comandante delle truppe francesi.

Ragnar: “Sto morendo. E quando morirò voglio raggiungere il mio amico Cristiano, che si dà il caso sia nel vostro paradiso.”

Giunto al limite delle proprie forze Ragnar crede di fare la cosa giusta battezzandosi in memoria dell’amico Athelstan per potersi con lui ricongiungere nella comune fede cristiana ma la restante parte della sua famiglia non sembra dello stesso parere quindi non ci resta che aspettare il prossimo e ultimo episodio di questo capitolo.

GALLERIA:

Scritto da: Dovahkiin

ENGLISH:

Vikings recap: ‘Breaking point’