RAGNAR_Travis-Fimmel

VIKINGS: RIEPILOGO 3X08 TO THE GATES

Il sole emerge al di sopra dell’accampamento realizzato dai vichinghi indaffarati a svolgere gli ultimi preparativi per essere come mai prima d’ora pronti alla battaglia imminente, uomini e donne che collaborano senza distinzione portando sulle navi ormeggiate presso la riva cesti ricolmi di asce insieme con scudi e frecce.

L’inquietudine si riversa per le strade della città franca perseguitando gli animi della povera gente che si rinchiude negli edifici cercando scampo dal furore avversario in attesa alle porte di Parigi.

Conte Oddone: “Qualsiasi cosa accada, non devono varcare i cancelli, non devono entrare in città. Sono stato chiaro?”

Soldato: “Si, faremo quanto necessario per fermarli, ve lo assicuro.”

La fanciulla dello scudo Lagertha in prima linea affiancata da Kalf ed Erlendur il figlio superstite del re Horik congiuntamente a una truppa pedestre marciano in direzione dei cancelli della fortezza nemica mentre il conte Oddone al suo interno si preoccupa di avvertire le milizie di non concedere scampo ai norreni.

L’unico suono che si percepisce è quello delle campane lampante avvertimento che il nemico sta solo aspettando il momento giusto per assestare il colpo.

Ragnar è pronto a salpare insieme a suo fratello Rollo il figlio Bjorn e il fedele Floki cercando di aggirare quanto più possibile con le navi le imponenti mura di quella che si presenta essere una fortezza inespugnabile.

Le frecce colpiscono i vichinghi che lentamente avanzano sotto la protezione del loro muro di scudi mentre l’ariete viene posizionato per abbattere l’ingresso principale.

Il popolo norreno si riversa fuori dalle navi aiutandosi con dei supporti in legno per superare la distesa d’acqua del fiume Senna che li circonda.

La furia del berserker prende il sopravvento e qualcuno nonostante i colpi accusati continua a combattere nel particolare si può notare un’individuo in uno stato di estasi vestito di un copricapo da lupo che rappresenta una figura nota alla mitologia nordica come “Ulfhednar”.

L’impavida guerriera Lagertha per qualche istante sente maggiormente il peso del suo ruolo e accetta seppur non senza esserne contrariata l’ausilio del suo secondo Kalf.

L’intera isola è stretta nella morsa avversaria anche le torri d’assedio costruite da Floki vengono addossate alle mura e i guerrieri che vi salgono cercano invano di raggiungerne la vetta per non cadere sotto le frecce delle milizie franche.

Floki: “Salite sulle scale! Vi dico che gli dei sono con noi.”

Il re Carlo è visibilmente provato dalla scontro che si sta svolgendo oltre le sicure pareti che lo proteggono mentre non mostra segni di angoscia sua figlia, la principessa Gisla, affascinata dall’antico manufatto mostratole da un presbitero, detta “Orifiamma” di San Dionigi.

Gisla: “Sangue di martire. In difesa del quale voi e il vostro ordine morireste volentieri?”

Prete: “Si”

Gisla: “E così sarà per tutta Parigi.”

Sfondati gli argini lo scontro tra le due fazioni è ormai inevitabile tuttavia nonostante il contesto la principessa Gisla, mancando la figura del re, dimostra grande coraggio mettendosi in prima persona al servizio della sua gente.

Gisla: “Cittadini di Parigi, ammirate l’Orifiamma. Ammirate la sacra bandiera di San Dionigi. Ammirate la sacra bandiera del Regno dei Franchi!

Ammirate, soldati di Cristo! Perché finché l’Orifiamma è issata, non arretrerete di un passo davanti ai nemici! Soldati! Non abbiate pietà! Combattete! Combattete fino alla morte!”

Diversi soldati vichinghi periscono sotto l’impeto dei soldati franchi risanati dal discorso della principessa Gisla. una grande impresa necessita di grandi privazioni ed entrambe le fazioni stanno soffrendo la disputa.

Il fiume diventa luogo di riposo per i corpi degli uomini caduti mentre Floki inizia a non essere più così sicuro dalla vittoria infatti volgendo lo sguardo verso l’alto può scorgere da un lato uomini perire sotto l’olio bollente gettato dai franchi e dall’altro le torri bruciare sopra di lui.

Floki : “Un lupo è appeso dinanzi all’ingresso occidentale. Moriremo tutti.”

Intanto il portone dell’entrata primaria viene abbattuto ed entrando all’interno dell’edificio sembra che non vi sia nessuno invece i franchi sono appostati in fondo al passaggio tendendo un’imboscata, rapidamente Kalf cerca di allontanare con la forza Lagertha preoccupandosi di salvarla da un frangente assai pericoloso.

La situazione non sta prendendo la direzione sperata, Ragnar ne è consapevole ma Rollo non riesce a star fermo, si arrampica su di una scala dietro di lui a seguire Bjorn e poi anche lo stesso Ragnar.

Intrappolato all’interno di una di quelle torri d’assedio da lui stesso create, Floki riflesse su quanto accaduto, non riesce a darsi una spiegazione essendo ancora fermamente convinto che gli dei siano arrabbiati per il torto dell’avvicinamento alla fede cristiana.

Floki: “Athelstan, è stato Athelstan a farci questo.”

Gli ultimi rimasti tra i guerrieri norreni combattono valorosamente e Gisla non può non notare come anche nella fazione nemica non manchino crudeltà e coraggio.

Nonostante il massimo impegno adoperato la battaglia è stata vinta dai soldati Franchi che vengono accolti con gran clamore dagli astanti.

Gisla: “Lodate l’imperatore.”

Il dolore che offusca la mente dei guerrieri sconfitti è lo stesso che trapela dagli occhi della fanciulla Thorunn che non riuscendo più a sopportare la propria condizione si allontana dal villaggio di Kattegat lasciando la figlioletta Siggy alle cure di Aslaug.

Nel conflitto Bjorn è rimasto ferito e ciò che rimane della sua famiglia lo circonda benevolmente preoccupandosi del suo destino anche se tutto considerato la ferita sembra non avergli arrecato danni.

Bjorn: “Non avresti mai dovuto chiamarmi così.”

Ragnar: “Così come?”

Bjorn: “Fianco di ferro, come se gli dei mi proteggessero.”

La famiglia è stata sempre una delle maggiori preoccupazioni di Ragnar, la miglior cosa che può fare ora è proteggere le persone a lui care rivolgendo il pensiero all’affezionato amico Athelstan.

Ragnar: “Athelstan, spero che tu riesca a sentirmi Athelstan e che non stia parlando da solo. Che c’è?

Pensi che abbia esagerato con Floki? Riesci a immaginare che avrebbe pensato che l’avrei lasciato condurre, senza che avessi un piano?

Se fossi in lui, non mi preoccuperei affatto degli dei, ma piuttosto della furia di un uomo paziente. E come ben sai, so essere molto paziente.

Vorrei che tu fossi qui. Parigi è proprio come me l’avevi descritta. E sono fortemente determinato a conquistarla.”

Il monologo di Ragnar ci fa ben sperare che questo sia solo l’inizio di una lunga battaglia di cui ancora molto ci deve essere narrato dunque non ci resta che attendere il prossimo episodio per scoprirlo.

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Scritto da: Dovahkiin

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Vikings recap: ‘To the gates’