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UN NUOVO LIBRO SULLE VICENDE DEI GUERRIERI NORDICI

Vennero, videro, conquistarono parte di quei luoghi che avevano a lungo sognato, e poi vi si stabilirono diventando parte di ciò che siamo. Il popolo di cui stiamo parlando è quello vichingo, e il loro rapporto con la Scozia è oggetto di un inedito libro presentato da 28 scrittori chiamato “I vichinghi in Irlanda e oltre” pubblicato da Four Courts Press.

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Questi berserk dalla lunga barba ci diedero una prima avvisaglia delle loro intenzioni crudeli nel 795 a.C. quando saccheggiarono e rasero al suolo il monastero dell’ isola di Rathlin al largo della contea di Antrim. In seguito hanno continuato a espandere il loro regno di terrore sull’intero paese, anche se l’attacco iniziale non fu l’incursione lampo che potremmo essere portati a credere.

Per decenni, in un dato anno, ci sarebbe stato un solo raid presso questi lidi. Non suona come un grosso problema, ma non fu tanto la frequenza quanto la ferocia brutale di questi primi attacchi  a far rabbrividire la popolazione locale. Come alcuni gruppi sovversivi odierni, i vichinghi capirono che la paura spesso ti fa vincere al primo giro.

La prima fase caratterizzata per lo più da razzie brevi e veloci è durata circa 40 anni. La seconda fase seguì dopo un periodo abbastanza lungo, quando i Vichinghi decisero di cambiare tattica scegliendo un metodo di attacco simile all’attuale D-Day (termine inglese che serve a indicare il giorno in cui si deve iniziare un attacco o una operazione militare).

Vale la pena notare che in quei tempi l’aspettativa di vita media era spaventosamente breve, così scegliere di diventare un guerriero vichingo o un monaco irlandese certamente non avrebbe fatto nulla per migliorarla.

I reparti da sbarco che un tempo erano costituiti da due o tre navi furono aumentati in massa fino a coinvolgere decine di navi, forse anche centinaia. E fu in questa fase avanzata, quando arrivò il gruppo di incursori, che per alcuni mesi, colpirono in profondità il cuore della campagna irlandese.

Ma poi arrivò la terza fase di colonizzazione. Le incursioni di massa sembrano essersi bruscamente bloccate a metà dell’800 (sarebbero stati riprese dopo un tempo di circa 60 anni ) quando i norvegesi e gli irlandesi decisero di fissare un accordo. In serie televisive attuali come Vikings del canale History, sembrano spiccare eros e violenza.

Infatti, ben presto sopraggiunse il matrimonio, non appena gli invasori si aggregarono ai componenti dell’alta società irlandese, così la violenza era sempre più diretta verso qualsiasi cittadino abbastanza povero da essere fatto schiavo. Una volta che gli irlandesi e i norvegesi si unirono in matrimonio e nel mondo degli affari, l’insediamento di Dublino divenne uno dei maggiori centri commerciali dell’Europa, fruttando guadagni per il gran numero di schiavi irlandesi venduti alla Britannia.

La tratta degli schiavi non era qualcosa di imposto dai Vichinghi ostili e corruttori agli innocenti e fondamentalmente rispettabili irlandesi. Come dimostra la leggenda di San Patrizio, questi rimasero felicemente coinvolti in questo meccanismo centinaia di anni prima (Il santo che si festeggia in Irlanda nacque in Britannia ma rapito dai pirati, fu fatto schiavo in Irlanda, dove apprese la lingua gaelica e svolse opera di evangelizzazione apostolica).

E per quanto riguarda cosa fare con i marinai, gli invasori non avevano nulla da insegnargli. Sappiamo da alcuni annali che molto tempo prima che i primi vichinghi mettessero piede sul suolo irlandese, questi si erano stabiliti presso le Isole Faroe prima che lo facessero i norvegesi. Dalla loro base sul complesso di isole gli esploratori irlandesi passarono a scoprire l’Islanda, poi la Groenlandia, spingendosi fino all’America del Nord.

Nella spartizione delle terre conquistate, i norvegesi presero l’Irlanda, i danesi parte dell’Inghilterra, mentre gli svedesi portarono il loro impero commerciale fino a Baghdad, che all’epoca era il colosso mercantile e culturale di questo pianeta. Il punto è che gli irlandesi erano innocenti. Dopo un periodo iniziale durante il quale vennero sconfitti dai Vichinghi, i nativi celti si adattarono al ruolo di collaboratori scaltri .

Per circa due secoli i Vichinghi portarono una notevole unità culturale e commerciale a una vasta parte del mondo conosciuto, e l’Irlanda è stata una parte fondamentale di questo progetto come abbiamo potuto riscontrare da questo nuovo libro.

I re di Dublino sono stati grandi protagonisti della politica e delle battaglie inglesi, mentre i nuovi insediamenti vichinghi, come quelli di Kilkenny, Cork e Waterford avrebbero trasformato il paesaggio della vita irlandese. Non era tutto sangue e budella.

Tradotto da:
Dovahkiin

Fonti:
Independent

ENGLISH:

A new book about vikings raid of Ireland