Henge

Un mistero vichingo

Nuovi indizi della presenza dei Vichinghi in Inghilterra grazie agli scavi effettuati dell’università di Oxford

La costruzione di nuovi alloggi per gli studenti dell’università di Oxford ha portato alla luce una sorprendente scoperta, infatti prima di dare il via alla costruzione degli edifici un gruppo di archeologi è stato chiamato per indagare il sito e solo dopo poche ore di scavo ha rinvenuto un antico complesso religioso.

Il tempio che ha un diametro di circa 400 metri è uno dei più grandi “Henge” (un henge letteralmente “fossato” è una struttura architettonica preistorica di forma quasi circolare o ovale, disposta su un’area pianeggiante di circa 100 metri di diametro, racchiusa e delimitata da una struttura in terra che di solito comprende un fossato con un tumulo esterno, si ritiene che avessero uno scopo rituale, più che difensivo) preistorici mai ritrovati sembra essere stato costruito da delle antiche tribù del neolitico probabilmente associato al culto del dio sole.

Più tardi, gli archeologi hanno trovato dei cocci e residui di cibo, suggerendo che la gente aveva usato l’henge come discarica durante il medioevo, millenni dopo che era stata scavata. Subito hanno iniziato la ricerca di elementi che potessero rivelare dettagli della vita quotidiana nel Medioevo invece hanno trovato “ossa di individui umani“.

In un primo momento abbiamo pensato che fossero i resti di un solo individuo” dice Sean Wallis dei Servizi archeologici della valle del fiume Thames, la società che ha fatto lo scavo. “Poi, con nostra sorpresa, ci siamo resi conto che i cadaveri erano stati gettati uno sopra l’altro. Ogni volta rinvenivamo dei nuovi corpi ora l’antico tempio si era trasformato in una fossa comune“.

Dopo un mese di scavi e due anni di test di laboratorio, i ricercatori hanno concluso che sono state sepolte nella tomba all’incirca 34 o 38 persone, tutte vittime di violenza. Circa 20 scheletri recavano dei fori nella loro vertebre e ossa del bacino, e 27 crani erano rotti o incrinati, indicando traumi cranici. A giudicare dai segni sulla costole, almeno una dozzina era stato accoltellato alla schiena. Un individuo era stato decapitato; tentativi sono stati fatti su altri cinque.

Vikings mass grave

Analisi al radiocarbonio (Il metodo del 14C (carbonio-14), o del radiocarbonio, è un metodo di datazione basato sull’abbondanza relativa degli isotopi del carbonio) delle ossa ha convinto gli archeologi che i resti risalgono al 960-1020 d.C. anni in cui la monarchia anglosassone ottenne difatti l’egemonia su diversi fronti. Originari della Germania, gli anglosassoni avevano invaso la Britannia quasi sei secoli prima erigendo i loro regni e convertendosi al cristianesimo. Dopo decenni di conflitto, l’Inghilterra poté godere di un periodo di tregua sotto il comando di Edgar the Peaceful.

Ma “pacifico” è un termine relativo. Le esecuzioni pubbliche erano più che comuni. Gli archeologi inglesi hanno scoperto circa 20 “cimiteri di esecuzione” in tutto il paese, a testimonianza di un codice penale duro che è costato la vita fino al 3% della popolazione maschile. Uno di questi siti nella parte est della contea dello Yorkshire contiene i resti di sei persone decapitate.

Il tumulo di Oxford, però, non corrispondeva al profilo di un cimitero di esecuzione, che contiene tipicamente resti di persone messe a morte nel corso di molti secoli, non tutti in una volta, come in questo sito. E le vittime di esecuzione tendevano ad avere età e caratteristiche fisiche diverse. Per contro, i corpi sepolti a Oxford sono stati quelli di maschi vigorosi in età da combattimento, la maggior parte avevano tra i 16 e i 35 anni e avevano una corporatura robusta. Alcune vittime hanno subito gravi ustioni alla testa, schiena, regioni pelviche e braccia.

Esami più approfonditi hanno dimostrato che gli uomini della fossa mangiavano, in media, più pesce e frutti di mare degli anglosassoni, una scoperta questa che ha fatto subito pensare a delle popolazioni del nord, ai guerrieri vichinghi.

Nel tardo VIII secolo i Vichinghi, un popolo scandinavo proveniente dalla Norvegia, Danimarca, Svezia e in parte dall’Islanda, iniziarono una campagna con lo scopo di razziare e depredare le popolazioni dell’Europa. Alcuni studiosi sostengono che i cambiamenti politici (in particolare l’emergere di un minor numero di governanti ancora più potenti) costrinsero i capi vichinghi locali a cercare nuove fonti di reddito attraverso conquiste oltremare. Altri indicano progressi nella costruzione navale che ha permesso più viaggi consentendo ai vichinghi di stabilire nuove reti commerciali.

Gli storici ritengono che l’Inghilterra ha sofferto più dai Vichinghi rispetto agli altri paesi europei. Nel primo attacco datato 793 d.C. i Vichinghi saccheggiarono una comunità monastica a Lindisfarne nel nord-est. Alcuino di York, uno studioso anglosassone, ha registrato l’attacco: “Noi e i nostri padri abbiamo ora vissuto in questa bella terra per quasi 350 anni, e mai prima d’ora un tale terrore è stato visto in Gran Bretagna come quello che stiamo soffrendo ora per mano di un popolo pagano. Tale viaggio non si pensava possibile. La chiesa di San Cuthbert è macchiata di sangue dei sacerdoti di Dio“.

La cronaca anglosassone  registra che i Vichinghi mossero circa 50 battaglie distruggendo ponti o devastando gli insediamenti. Dublino, una delle più grandi città vichinghe nelle isole britanniche, divenne un importante centro per la tratta di schiavi, dove, gli storici stimano, che decine di migliaia di irlandesi, scozzesi e anglosassoni furono acquistati e venduti.

Per molti aspetti i vichinghi erano l’equivalente medievale dell’attuale criminalità organizzata”, dice Simon Keynes, un professore di storia anglosassone all’Università di Cambridge. “Sono impegnati nel fare estorsioni su vasta scala, con la minaccia della violenza per estrarre grandi quantità di argento dall’Inghilterra e in alcuni altri vulnerabili paesi dell’Europa occidentale”.

Certamente i vichinghi hanno fatto tutte queste cose, ma le hanno fatte anche gli altri popoli”, spiega Dagfinn Skre, professore di archeologia presso l’Università di Oslo. “Anche se è vero, i Vichinghi l’hanno fatto su larga scala”.

Martin Carver, professore emerito di archeologia presso l’Università di York, caratterizza l’antagonismo tra gli anglosassoni e scandinavi, come parte di un più ampio scontro di ideologie. Tra il VI e il IX secolo, i vichinghi scandinavi preferivano essere organizzati “in confederazioni sciolte“, dice Carver. Ma in altre parti d’Europa, come la Gran Bretagna, si desiderava  ardentemente un governo centrale meglio organizzato cosa che li spinse a guardare all’Impero Romano come modello.

Solo l’anglosassone regno del Wessex, governato da Alfredo il Grande è noto per aver resistito all’invasione vichinga. Alfredo e suo figlio, Edward, istituirono un esercito di terra e di mare e costruirono una rete di fortificazioni; in seguito Edward e i suoi successori strapparono ai vichinghi le aree occupate da quest’ultimi, aprendo le porte all’unificazione inglese.

Dopo decenni di pace, i Vichinghi saccheggiarono di nuovo l’Inghilterra, in 980 d.C., all’epoca, il sovrano anglosassone era il re Etelredo II d’Inghilterra detto “il mal consigliato“, figlio di Edgardo il Pacifico e di Elfrida, la maggior parte del suo regno fu segnata dalla guerra contro gli invasori danesi. Come suggerisce il suo nome, la storia popolare lo ha ritratto come successore mediocre di Alfredo il Grande e Edgardo il Pacifico. Lo storico del 12° secolo Guglielmo di Malmesbury scrisse che Aethelred “occupò piuttosto che governò” il regno. “La sua reggenza è stata detta essere crudele in principio, misera nel mezzo e vergognosa alla fine“.

Intorno al 991 e 994 d.C. si dice che per evitare la guerra, Aethelred abbia pagato i Vichinghi con circa 26.000 sterline in argento. Negli anni che seguirono, il re impiegò molti di loro come mercenari per scoraggiare altri vichinghi ad attaccare l’Inghilterra.Ma, nel 997 d.C. alcuni dei mercenari tornarono sotto il dominio del loro re e attaccarono le contee anglosassoni a sud. Nei primi mesi del 1002 d.C., Aethelred cercò nuovamente di corrompere i vichinghi questa volta con 24.000 sterline in argento.La situazione geopolitica cambiò a favore dell’Inghilterra solo quando Aethelred fece un’alleanza con la Normandia e siglò l’accordo sposando la sorella del duca di Normandia. Forse incoraggiato dal sostegno di un potente alleato, Aethelred decise di agire in maniera misurata per evitare che i Danesi rompessero ancora l’alleanza.

Secondo la Cronaca anglosassone, Aethelred era a conoscenza del fatto che i mercenari danesi intendevano ucciderlo e mise in moto uno dei più efferati omicidi di massa nella storia inglese, commesso il St. Brice’s Daygiorno di san Brizio“, 13 novembre 1002 d.C. Come lui stesso racconta in una carta scritta due anni dopo, “un decreto è stato inviato da me, dopo essermi consigliato con i miei uomini e magnati, secondo cui tutti i danesi che avevano invaso questa isola, che spuntano come erbacce tra il grano, saranno distrutti da un più che giusto sterminio“.

Gli studenti non erano certo a conoscenza di questa storia e ancor meno i professori che prima di loro avevano fatto delle passeggiate in quell’area verde senza preoccuparsi di ciò che sotto vi era nascosto.

Dati scientifici indicano che gli uomini sepolti lì per 1000 anni avevano mangiato un sacco di pesce, gli archeologi ormai convinti che si trattasse dei danesi massacrati trovarono un ulteriore conferma nelle parole di re Aethelred: “Cercando di sfuggire alla morte, i danesi entrati nel santuario di Cristo, ruppero con la forza le porte e i bulloni, e decisero di farne un rifugio e difesa per loro stessi contro il popolo della città e la periferia; ma quando tutte le persone all’inseguimento cercarono, costretti dalla necessità, di cacciarli, e non ci riuscirono, diedero fuoco alle travi dell’edificio e le distrussero“.

Wallis, un archeologo dell’università di Oxford, ipotizza che i cittadini caricarono i cadaveri su un carrello e guidatolo attraverso la porta nord della città, calpestando la terra che oggi comprende i collegi di Oxford, gettarono poi i Vichinghi nel tumolo più vicino.

Henge

Un anno dopo questa scoperta, un altro team era alla ricerca di prove in un sito preistorico 90 miglia a sud-ovest della contea inglese del Dorset, vicino a Weymouth, quando hanno scoperto una seconda fossa comune. Questa conteneva gli scheletri di 54 maschi in età di combattimento, i quali erano stati decapitati con armi affilate, molto probabilmente spade. Le prove di laboratorio sui denti suggerirono che gli uomini erano scandinavi. I cadaveri erano stati scaricati senza tante cerimonie nella selce scavata centinaia di anni prima, forse in epoca romana. Anche se nessun resoconto storico del massacro esiste, gli archeologi ritengono che i vichinghi sono furono fatti prigionieri e portati al sito per essere giustiziati.

La scoperta di due fosse comuni può risolvere un problema che ha creato diverse discussioni. Nei secoli seguenti il giorno della strage di St. Brice, è stato considerato da molti cronisti come una sorta di omicidio di massa, simile a un pogrom (termine russo che vuol dire “massacro”), certamente gli inglesi non si esentavano dal manifestare il loro odio per i popoli del nord.

La strage compiuta da re Aethelred probabilmente rafforzò la determinazione danese di attaccare l’Inghilterra e mise in moto una catena di eventi che avrebbero cambiato il futuro dell’Inghilterra. Nel 1003 d.C., l’anno dopo i massacri, Re Sweyn I Barbaforcuta (in danese Svend Tveskæg, in inglese Sven il Danese, in antico norvegese Sveinn Tjúguskegg) (960 circa – 3 febbraio 1014) fu re di Danimarca, Inghilterra e di gran parte della Norvegia, lanciò il suo assalto contro una fascia molto più ampia di anglosassoni. Un testo anglo-danese, l’Encomium Emmae (Un’elogio alla regina Emma di Normandia), scritta intorno all’anno 1041 o 1042d.C., descrive cosà la flotta da guerra danese: “Quale avversario riuscirebbe a fissare con lo sguardo dei leoni, terribili nello scintillio del loro oro … tutti sulle navi, e non sentire terrore e paura di fronte a un re con una così potente armata?

La vendetta era almeno una parte delle motivazioni che hanno spinto re Svein a compiere queste invasioni. Ci sono stati quasi certamente legami di sangue tra le vittime di Aethelred e personaggi della nobiltà danese. Secondo il cronista medievale Guglielmo di Malmesbury, la sorella di Svein (o, eventualmente, sorellastra) Gunhild di Venedia figlia di Mieszko I di Polonia è stata una delle vittime del St. Brice day (anche se il suo corpo non è mai stato trovato). Né l’essere una donna, né il suo sangue reale è riuscito a salvarla probabilmente perché era la moglie di Pallig, uno dei mercenari assoldati da Aethelred e poi ritornati sotto la guida del proprio re. Queste le parole di Guglielmo di Malmesbury: “Fu decapitata con gli altri danesi, anche se dichiarò chiaramente che lo spargimento del suo sangue sarebbe costato caro a tutta l’Inghilterra“.

Le parole di Gunhild si rivelarono profetiche. I danesi infine conquistarono l’Inghilterra, nel 1016d.C., e Canuto II di Danimarca e I d’Inghilterra, noto anche come Canuto il Grande, figlio di Svein, fu incoronato re della nazione nella Cattedrale di St. Paul di Londra nel gennaio 1017d.C. Venticinque anni dopo, gli anglosassoni riconquistarono la corona, ma solo per una generazione. Gli scandinavi, che avevano rifiutato di rinunciare al trono, si imbarcarono per compiere un altro attacco contro l’Inghilterra nel settembre 1066 d.C., meno di due settimane prima Guglielmo il Conquistatore, duca di Normandia, ordinò la sua invasione del paese.

La presenza di guerrieri scandinavi sul suolo inglese è da tempo ormai nota ma che ci potesse essere una fossa comune anzi più di una in quei luoghi dove riposano massacrate dai nemici le loro spoglie ha fatto sorgere numerosi interrogativi sulla questione. Scrivete un commento se avete voglia di condividere le vostre impressioni in merito a questa notizia e mettete un like se l’articolo è stato di vostro gradimento, alla prossima!

Scritto da:
Dovahkiin

Fonti:
Smithsonian
Henge

ENGLISH:

Oxford University archaeologists have uncovered a new viking mystery