STRANDHOGG

Strandhogg: lotta vichinga sulla sabbia

In questi ultimi giorni il tempo si è fatto improvvisamente cupo e la pioggia battente non finisce di ricordarci che ormai l’autunno volge al termine per lasciare spazio all’inverno, le ore di luce diminuiscono e quelle di buio arrivano prima.

Nonostante questo clima per me sia comunque molto gradevole, forse meno per chi ora si trova avvolto dalle intemperie, ammettiamo che un po’ ci manca il calore del sole e probabilmente qualcuno sta immaginando una bella spiaggia dorata sotto un cielo estivo.

A tal proposito mi chiediamo se vi ricordate di quando Ragnar e i suoi vichinghi sbarcarono per la prima volta sulle coste dell’Inghilterra, era la seconda puntata della 1^ stagione “Wrath of the Northmen (L’ira degli uomini del nord)”.

Il contenuto e lo stesso titolo che è stato dato all’episodio mi ha ispirato a parlarvi della Strandhogg, in lingua norrena una delle possibili traduzioni del termine è: “lottare sulla sabbia o sulla spiaggia” e indica una tattica militare vichinga basata sull’uso di spie seguita da rapidi attacchi sulle coste.

vikings

Sbarco dei vichinghi

Vikings

Muro di scudi “Shield wall”

Durante lo svolgersi dell’episodio abbiamo avuto modo di vedere per la prima volta la formazione militare “muro di scudi” simile alla  “falange greca” un’antica formazione di combattimento composta da fanteria pesante i cui soldati sono armati di lance o picche, scudi e spada.

I Vichinghi avevano già sviluppato una rete di spie inserite tra i numerosi villaggi rurali con cui avevano rapporti commerciali, queste spie li informavano riguardo ai costumi locali, alle date di feste religiose, aiutandoli nelle traduzioni ed indicando luoghi in cui saccheggiare.

Le popolazioni costiere di mezza Europa vissero nel terrore a causa delle razzie perpetrate da questi guerrieri descritti come “spietati e assetati di sangue“.

Agli uomini del tempo dovettero apparire ancora più spaventosi a causa della fede pagana, che li privava di qualsiasi riguardo nei confronti di preti e chiese, anche se ultimamente questi racconti sono stati soggetti a critica da alcuni storici che hanno ritenuto “accentuata” la materia trattata in quanto scritta probabilmente da autori di fede cristiana.

Nel particolare voglio riportarvi una preghiera attribuita ai monaci vittime delle razzie vichinghe:

Latino: “A furore normannorum, libera nos, Domine”
Italiano: “Signore, dispensaci dalla furia degli uomini del nord”

I razziatori non concedevano scampo e non conoscevano la pietà. Desideravano cibo, oro, donne e uomini da fare schiavi. L’unico modo per salvarsi era sconfiggerli o pagarli, ma in quest’ultimo caso ci si poteva aspettare di vederli tornare.

La storia tramanda che centinaia di monaci, abati e vescovi si diedero alla fuga per sfuggire al massacro, poiché i predoni avevano imparato che chiese e monasteri erano i luoghi più ricchi e facili da espugnare.

Questo è quanto riporta un cronista dell’epoca:

“In ogni luogo i cristiani sono vittime di massacri, incendi e saccheggi.
I vichinghi distruggono ogni cosa sul loro cammino; non c’è modo di difendersi”.

Naturalmente per far fronte a queste incursioni le popolazioni di Inghilterra prima e le altre in seguito incominciarono a studiare una tattica per tenere lontane queste orde di uomini del nord, costruendo palizzate e fortificazioni per proteggersi e attaccare il nemico con maggior sicurezza.

La fama di condottieri minacciosi li accompagnava attraverso i mari, fino alle terre più lontane, eppure non mancavano impressioni positive su di loro.

Una vecchia fonte francese rivela il seguente messaggio su un esercito vichingo dalla Danimarca:

Mai prima tali eroi alti e belli erano stati visti nel regno di Francia“.

In questo articolo ho potuto apprendere qualche nozione sulle tattiche militari usate dai vichinghi e di come erano visti dalle altre popolazioni dell’epoca.

Se avete altre curiosità da elencarci non vi resta che lasciare un commento.

Scritto da:
Dovahkiin

Fonti:
Wikipedia
“The Vikings” di Ian Heath
Valhalla-viking-victory

ENGLISH:

Strandhögg an Old Norse Viking term for “lightning raid”