RAGNAR_Travis-Fimmel

RIEPILOGO: VIKINGS 3X06 BORN AGAIN

Un nuovo giorno si affaccia sul villaggio vichingo di Kattegat, distesi vicino alla riva del mare ci sono Athelstan e Ragnar l’uno a spiegare la morfologia del territorio e delle costruzioni della città di Parigi utilizzando sabbia insieme con pietre e l’altro ad ascoltare attentamente ogni dettaglio.

Athelstan: “Questo è il fiume Senna. Non ho idea di dove nasca ma è qui che arriva e si allarga. Le sue acque dilagano intorno a quest’isola. Ed è proprio su quest’isola che sorge Parigi.”

Alte mura le fanno da protezione e non solo, dispone anche di altre difese come ponti e torri ma in quei tempo Athelstan era solo un monaco e non aveva fatto caso a queste particolari solo una cosa gli è rimasta impressa “la città è inespugnabile”.

Il rapporto che lega Ragnar e Athelstan viene mal visto da Floki che non riesce a dare un senso al perché Ragnar rivolga così tante attenzioni verso una persona che ai suoi occhi è così differente dall’insieme di credenze che caratterizza la mitologia nordica.

Nel frattempo Helga e Aslaug aiutano la giovane Thorunn a partorire il figlio di Bjorn, dopo le molteplici sofferenze che ha dovuto subire non si sente ancora pronta tuttavia la nascita è un evento positivo almeno per Bjorn che decide di chiamare la bambina Siggy in onore del sacrificio che la donna ha svolto per salvare i figli di Ragnar.

Nell’insieme la scena risulta interessante perché in un unico momento possiamo vedere le diverse generazioni a confronto da un lato Lagertha con suo figlio Bjorn e quest’ultimo a sua volta tenere in braccio la bambina avuta da Thorunn.

La notizia del massacro compiuto presso l’accampamento nordico posto in Inghilterra non tarda ad arrivare, un contadino informa Ragnar che re Ecbert e suo figlio Aethelwulf hanno sterminato la popolazione pagana che vi era insediata non risparmiando nessuno neanche donne e bambini.

Il popolo e la famiglia sono una della priorità di Ragnar e re Ecbert pagherà per aver arrecato un tale dispiacere ciò nonostante basta un attimo che dal rincuorarlo Ragnar lo afferra soffocandolo, probabilmente ciò deriva dal motivo che ormai si è prefissato l’obiettivo di invadere la città di Parigi e attaccare il Wessex renderebbe solo più difficile il suo conseguimento in dispendio di tempo e di forze.

La morte di Siggy non ha fatto piacere a nessuno tanto meno ad Aslaug la quale si tormenta per non essere stata in grado di proteggere i propri figli sentendosi così la causa del destino spettato alla povera donna, sentimento incentivato dalle continue pressioni a cui la sottopone Ragnar per saperne di più sull’accaduto.

Quando tutto sembra tacere e ognuno si ferma a riflettere, in una stanza un raggio di luce e il pulviscolo che l’attraversa attira l’attenzione di Athelstan ma il bagliore diviene improvvisamente più forte e lo sbalza indietro testimonianza che la sua parte cristiana ancora viva sta irrompendo nel suo animo.

Il sentimento cristiano di Athelstan ha qualcosa di divino come lo è anche il bambino che la principessa Judith porta in grembo, si tratta di un maschio e appena dopo averlo dato alla luce soldati fanno irruzione nella stanza che mandati da Aethelwulf le sottraggono il bambino e la invitano con la forza a seguirli.

La condanna che l’attende è atroce la furia del re e di suo figlio sta colpendo uno a uno tutti i bersagli prefissati ma si tratta solo di uno dei tanti espedienti escogitati da re Ecbert che ben consapevole della situazione fa credere al figlio che il bambino nato dalla principessa Judith non sia altro che un dono di dio e il suo nome sarà Alfred meglio conosciuto come Alfredo il Grande sovrano inglese noto per aver difeso il regno del Wessex dalle incursioni normanne.

Il segno che Athelstan sperava si è manifestato così sentendosi pronto a riabbracciare la sua fede in Dio.
compie un secondo battesimo simbolo di una nuova rinascita spirituale testimoniata dal lancio del bracciale pagano nelle acque del mare sotto l’accorto sguardo di Floki.

Una tempesta si scatena sul villaggio e perso nei suoi pensieri Floki viene richiamato alla realtà da Bjorn, questi gli spiega che Athelstan ha lanciato il suo bracciale in mare e che se Ragnar non smetterà di pensare ai cristiani lui si allontanerà da Kattegat.

Navi familiari per Lagertha stanno approdando verso la riva, a quanto pare Kalf ha accettato la proposta di partecipare alla conquista di Parigi e Ragnar con il piccolo Hvitserk sulla spalla e Aslaug al seguito gli va incontro per salutarlo e confrontarsi con Erlendur e Torvi la vedova di jarl Borg.

Kalf: “Ragnar, mio signore, metto le mie navi e i miei guerrieri al tuo completo servizio. Sono certo che ricorderai il figlio di re Horik e la vedova dello jarl Borg.”

La tipica casa lunga vichinga diviene sede di un banchetto per festeggiare l’arrivo delle truppe alleate eppure ad un certo punto cala il silenzio nella sala e Athelstan si fa largo tra una folla che sembra non essere molto contena della sua presenza ma interviene Ragnar a sedare gli animi.

Poco lontano Floki ritorna alla sua principale occupazione ossia la costruzione di navi e nella scena che segue lo vediamo circondato da teste di drago, elemento decorativo che veniva posto sulle prue delle navi per scongiurare la cattiva sorte.

Qualcosa di soprannaturale accade mentre sta scolpendo una delle teste di prua questa improvvisamente comincia a sanguinare, Floki lo interpreta come un segno divino di quello che sarà il suo compito e allontanandosi brandendo l’ascia si può immaginare già quali siano i suoi propositi.

La prossima scena è scandita da un’atmosfera fortemente mistica e rituale, nella sua stanza Athelstan sta svolgendo un atto di purificazione Floki irrompe mentre il monaco ben conscio di quello che sta per accadere e premunitosi di affidare la propria anima a dio attende il fendente scagliato dal guerriero che non tarda ad arrivare.

Athelstan: “Signore, ricevi la mia anima.”

Il sacrificio è compiuto ed è così che muore uno dei personaggi principali della serie un destino che forse ci dovevamo aspettare data la piega che avevano preso gli eventi e considerando la storia reale del personaggio che secondo alcuni racconti morì da martire.

La sequenza finale non può che ispirarci un senso di tristezza tanto più sottolineato dal vedere Ragnar trascinarsi in spalla a fatica il corpo esanime dello sventurato Athestan verso quello che sembra essere lo stesso luogo dove per la prima volta i due si erano messi a pregare insieme e dove vuole dargli pace.

Ragnar: “Che devo fare adesso? Ti odio per avermi lasciato. Soffro per averti perso. Niente può consolarmi ora.”

Il compianto di Ragnar per la perdita di un caro amico e l’avvenuta conversione rappresentano un giusto modo per concludere una puntata densa di colpi di scena e che ci ha dato molto da pensare su quale direzione prenderà questa stagione.

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Scritto da: Dovahkiin

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Vikings recap: ‘Born again’