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RIEPILOGO: VIKINGS 3X04 SCARRED

Eccoci nuovamente a Kattegat, il villaggio situato tra le montagne è ancora immerso nel gelo dell’inverno, il piccolo Ivarr piange e Aslaug lo osserva speranzosa sentendosi meno afflitta con Harbard al suo fianco mentre Siggy invece appare sempre più sospettosa e vorrebbe avere maggiori informazioni sullo straniero.

In Wessex presso l’accampamento, l’atmosfera è greve a causa della fine della battaglia che non solo ha provocato la morte di Torstein ma anche ha recato una profonda ferita al volto di Thorunn che vediamo trasportata incosciente e sanguinante su di un carro guidato da Bjorn.

Ormai Floki è stanco di combattere per qualcosa che non li riguarda come dichiarato nel precedente episodio Warrior’s Fate, stanno combattendo per un dio che non è il loro e tutto questo sta portando solo sventure.

Il principe Aethelred cerca di ingraziarsi i vichinghi affermando che continuando a combattere insieme avranno la vittoria in pugno, Rollo sembra stare al gioco ma la dice lunga lo sguardo di Floki evidentemente sbigottito dal comportamento di quest’ultimo.

Floki: “Che fine ha fatto la tua fede? A quanto pare la magia del tuo battesimo cristiano ha fatto il suo dovere, dopotutto.” 

Rollo: “Questo e’ il futuro non possiamo combattere contro tutti, deve esserci collaborazione. Bisogna formare delle alleanze, proprio come succede tra gli dei. Questa è la via giusta da seguire.”

A quanto pare Ragnar non perde l’occasione di fare nuove conoscenze e la principessa Kwenthrith non è da meno assicurandosi di disinfettare il colpo subito da questi in battaglia in un modo tutto fuorché comune.

Ragnar: “Presumo di doverti ringraziare.”

Kwenthrith: “Forse è il caso che tu lo faccia. Potrei averti appena salvato la vita.”

La conversazione prosegue con Kwenthrith che cerca di spiegargli come il re Ecbert li stia usando unicamente con lo scopo di appropriarsi del regno di Mercia e Ragnar che furbamente ribatte di aver combattuto non solo per il suo popolo ma anche per lei.

Dopotutto non vi è molta differenza tra il comportamento di re Ecbert e quello di Ragnar, sono due sovrani che hanno delle idee ben precise e difficilmente perdono di vista i propri obiettivi.

Nel frattempo a Kattegat i problemi non sembrano finire scatenando un acceso dibattito tra Siggy e Aslaug che così ribatte:

Aslaug: “Lascia andare la tua Regina.”

Siggy: “Allora lo farò io. Mi farò carico delle responsabilità.”

Le parole di Siggy sembrano essere quelle sincere di una serva ma anche amica della propria sovrana eppure potrebbero essere anche l’avvertimento di una donna che non si farà scrupoli a sfruttare la situazione dato che in fin dei conti all’inizio era lei a ricoprire un ruolo importante in quanto moglie dello jarl reggente.

A sua volta Aslaug decide di farsi strada e non dare ascolto a Siggy in quanto ha trovato in Harbard  una persona gentile e ascolta incuriosita le storie che lui sa interpretare bene:

Harbard: “Ho sentito la storia di un Re che fu ucciso e tutta la famiglia massacrata. Ma sua moglie, Astrid scappò e si rifugiò su un’isola in mezzo a un lago.”

La storia che Harbard sta narrando parla di Olaf I Tryggvason meglio noto come Olaf I di Norvegia, figlio di Tryggve Olafsson e di Astrid Eiriksdatter.

Secondo la leggenda, dopo che il padre fu ucciso dai figli di Eirik il Sanguinario, Olaf con la madre e il padre adottivo di lei provarono a rifugiarsi presso il principe di Kiev, Vladimir I detto il “santo” ma durante la traversata in mare vennero catturati dai pirati e venduti come schiavi.

Nonostante le numerose sfide affrontate, forte della popolarità e della ricchezza conquistata tornò in Norvegia dove venne incoronato re.

Il regno di Olaf è noto per la politica favorevole alla conversione della Norvegia al Cristianesimo. A lui viene attribuita la conversione di quasi tutto il territorio sotto il suo dominio per questo la storia raccontata da Harbard può essere vista come un segno divino della sua presenza a Kattegat o serve forse a introdurre quello che accadrà successivamente.

L’azione si sposta in Wessex dove gesti e parole non dette fanno da sfondo alla circostanza sentimentale che coinvolge Athelstan e la principessa Judith.

In altro luogo Burgred è sconvolto perché ha capito che il suo ruolo e quello di Kwenthrith è solo quello di essere burattini nella mani di re Ecbert nella conquista della terra di Mercia.

Un’addolorato Bjorn accarezza il volto tumefatto della sua amata mentre Floki incolpa Ragnar di aver portato tra la gente del nord un’infausta piaga chiamata cristianesimo.

Non a caso Ragnar e Rollo discutono proprio di ciò, per primo interviene Rollo affermando che Floki accusa Ragnar di star causando danni per servire un altro dio e successivamente Ragnar risponde che neanche Odino ha posto limiti alla sua curiosità e dunque perché dovrebbe farlo lui che è un re che pensa solo al benessere del proprio popolo.

A Hedeby Kalf e Einar complottano contro Lagertha infatti sembra che ben presto qualcuno giungerà per aiutare Kalf a compiere il misfatto per diventare jarl e occupare lo scranno rimasto vacante.

In tempi passati il focolare domestico era sicuramente il luogo intorno al quale ci si riuniva e si riprendeva forza per affrontare la giornata successiva ed è da qui che prosegue l’episodio con Ubbe e Hvitserk che si stanno bisbigliando qualcosa per sfuggire poco dopo allo sguardo sempre vigile di Siggy.

Poco dopo appare la superficie di un lago ghiaccio con Siggy che tenta invano di richiamare a se i due bambini mentre ceduta la lastra di ghiaccio sotto ai loro piedi entrambi cadono sott’acqua.

La donna si precipita a salvarli, forse sta per annegare ma lo spirito della defunta figlia Thyri le protende la mano aiutandola a risalire e dandole nuova forza per raggiungerli ma in realtà si tratta di Harbard.

Il volto di Siggy con gli occhi ancora spalancati mentre lentamente affonda nell’oscurità delle acque gelide è un’immagine assai spiacevole ma il suo sacrificio resterà impresso a ricordo di una donna molto forte e determinata che finalmente potrà ricongiungersi con i propri cari.

Il ritorno dalla battaglia del principe Aelthered ci riporta alla realtà tra la commedia di re Ecbert che sta tramando qualcosa e il disagio di Athelstan e Judith.

Lontano dai festeggiamenti, in una stanza adiacente, su di un letto vi è Thorunn, il cui volto è segnato da un’orrenda cicatrice che le deturpa metà del volto ancora splendido:

Thorunn: “Povero Bjorn ora non mi vorrai più come moglie.”

Bjorn: “Non dire così.”

Nella colonia danese di Hedeby finalmenteci è dato sapere chi sono gli ospiti che aiuteranno Kalf ad appropriarsi del titolo di jarl, si tratta di Erlendur il figlio supersite di re Horik ucciso brutalmente da Ragnar e inaspettatamente la sua sposa si rivela essere la vedova di Jarl Borg condannato da Ragnar al supplizio dell’aquila di sangue.

Kalf: “Erlendur, figlio di Horik, con quale gioia ti accogliamo nella nostra sala e con quanta impazienza ho atteso il tuo arrivo!”    

Una coppa è l’oggetto intorno al quale si svolge l’evento che vede protagonista il principe Burgred che bevendone il contenuto ne muore avvelenato sotto lo sguardo della principessa Kwenthrith in un’immagine che vagamente ci ricorda la morte di Gertrude della tragedia “Amleto” di Shakespeare a sua volta ispirata dall’opera “Gesta Danorum” di Saxo Grammaticus.

Il lutto per la morte di Siggy spazza via l’atmosfera misteriosa nella quale Harbard aveva gettato Kattegat assopendo gli animi ora ridestati:

Aslaug: “Chi sei?”

Harbard: “Solo un viandante.”

Tuttavia è difficile credere che un semplice straniero, come sempre Harbard ha voluto far credere, sia in grado di calmare le sofferenze di Ivarr e auspicare a Siggy il ricongiungimento con il marito e la figlia.

L’intera vicenda sembra confermare l’idea possa trattarsi di una manifestazione del dio Odino, infatti uno dei suoi tanti epiteti è Hárbarðr che significa “barba grigia”, tanto che Helga osservandolo mentre si allontana  lo vede svanire nella fitta coltre di nebbia.

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Scritto da: Dovahkiin

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Vikings recap: ‘Scarred’