THEWANDERER_Kevin-Durand

RIEPILOGO: VIKINGS 3×02 THE WANDERER

La quiete dopo la tempesta” questo è ciò che rimane all’indomani della battaglia combattuta da Ragnar Lothbrok e i suoi uomini per la principessa Kwenthrith.

Un lembo di terra su cui sedersi, il calore del fuoco e molte ferite da curare devono essere un’immagine rassicurante quando per giorni non hai visto altro che i tuoi nemici e il loro sangue.

Che Freya giaccia con te questa notte e si prenda cura di te, amico mio.” esordisce Ragnar rivolto a Torstein evidentemente sofferente a causa della freccia che gli ha trafitto un braccio e il cui sguardo afflitto non promette nulla di buono.

Il dolore si manifesta in diverse forme e quanto più lo respingiamo esorcizzandolo tanto più esso ne trae forza:

Sono proprio felice che mio zio sia morto. Ma non ci credo ancora… Adesso voglio la sua testa!” afferma decisa la principessa Kwenthrith rivolgendosi a Ragnar.

Voglio la sua testa, mi serve la sua testa” reiterando lo stesso concetto ma con enfasi crescente quasi esortando l’uomo a interrogarla.

Ragnar: “Perché odi così tanto tuo zio?”

Kwenthrith: “Credi che mio fratello maggiore fosse l’unico della mia famiglia che mi violentava quando ero solo una bambina? Mio zio è stato il primo a portarlo da me. Abusava di me da quando avevo 6 anni.

Ha violato il mio corpo e la mia anima. E mi diceva di non oppormi alle attenzioni di tutti gli uomini che portava da me. Diceva che tutti desideravano il piacere…

Tutti desideravano il piacere di dormire con una bambina. E l’ultimo è stato mio fratello, che mi ha condivisa con mio zio. Quando piangevo e dicevo che mi facevano del male, loro non si fermavano. Non si sono fermati mai.”

Le sue parole scorrono come un torrente impetuoso manifestazione del dramma di una bambina vittima innocente dell’empio gesto di un essere spietato.

Ai margini dell’accampamento qualcuno sta discutendo ma fortunatamente la vicenda devia verso porti più tranquilli con Bjorn e Thorunn ancora a questionare le proprie vicende personali:

Bjorn: “Ti sei buttata nella mischia. Non sei rimasta al mio fianco. Non devi farlo più Thorunn. Sposami.”

Thorunn: “Ti sposerò, Bjorn. Ti sposerò.”

Più in là la scena prosegue con Rollo e Torstein che stanno dialogando probabilmente sotto l’effetto di quelli che sembrano funghi allucinogeni tanto che precedentemente Rollo aveva reciso la gamba di uno sventurato soldato prigioniero solo perché riteneva che non si trovasse nella giusta posizione il tutto accompagnato da un allegro siparietto dove spiccano una sensuale Kwenthrith e uno sbalordito Rollo.

Contemporaneamente nel Wessex ritroviamo Lagertha e quel rubacuori di King Ecbert che non rinuncia a conquistare la bionda amazzone.

Athelstan: “Egli personalmente si farà garante della nostra sicurezza e protezione.”

Lagertha: “Ringrazio il Re dal profondo del mio cuore.”

Tuttavia in terra straniera non solo si trascorre il tempo spensieratamente ma soprattutto si combatte:

Soldato: “Guardate quello che hanno fatto! Guardate l’imbarcazione fatta di teste.”

No quest’uomo non è sotto l’effetto dei funghi allucinogeni al pari di Rollo, quelle che stanno per attraccare sono navi vichinghe che recano sulla prua le teste mozzate dei nemici sconfitti, un quadro reso ancora più inquietante se ci si aggiunge il sorriso minaccioso e beffardo di Ragnar.

I vichinghi lottano per conquistare nuove terre ma non dimentichiamoci da dove tutto è cominciato ebbene cosa sta succedendo a Kattegat?

La nebbia avvolge il villaggio e si riversa nelle strade trasportando nell’aria il sentore di una misteriosa presenza percepita da tre donne (Helga, Aslaug, Siggy) manifestandosi in un unico sogno premonitore:

Helga: “Ho sognato un estraneo. Egli era un uomo, ma non aveva la faccia, o nessuna che io potessi vedere. 

Al suolo c’era la neve ed egli veniva verso di me, facendosi strada nella neve, quindi i suoi passi erano silenziosi. 

Le sue braccia erano tese e in una mano portava una palla di neve in fiamme.

L’altra mano era coperta con del sangue che brillava. E dietro di lui il sangue lasciava tracce sulla neve. E le gocce fumavano sul suolo ghiacciato.”

Nulla è dato sapere, per adesso, di questo Vagabondo ma dai pochi indizi che ci sono stati forniti si possono meditare alcune ipotesi:

1) Potrebbe essere Odino che giunge nel villaggio sotto mentite spoglie come nel racconto Odino il dio giustiziere:

Frigg, la moglie di Odino, si lamentò col dio di un re, Gheirrod, da lui molto protetto, il quale non sembrava meritare la sua amicizia perché si comportava senza giustizia con i propri sudditi e senza cordialità con gli stranieri. Odino lo volle allora mettere alla prova: si gettò sulle spalle un semplice mantello azzurro, si calò in testa un largo cappello e si presentò come pellegrino alla corte di Gheirrod.”

2) Un monaco evangelizzatore, in questo modo si spiegherebbe l’altro sogno fatto dalle tre donne che presagiva la morte del Veggente.

O semplicemente un malfattore giunto non a caso nei pressi del villaggio proprio nel momento in cui non c’era nessuno a difenderne la gente con l’unico scopo di diventare jarl con la forza.

Indubbiamente questa puntata è ricca di significati nascosti non è un caso il sogno fatto da Kalf:

Ho fatto un sogno la notte scorsa. E nel mio sogno… Ragnar Lothbrok mi strappava il fegato dal corpo…e iniziava a mangiarlo.”

Infatti secondo una concezione medievale i principali organi del corpo erano per ordine: il cervello, il cuore e il fegato. Si credeva che se l’uomo estirpava dal suo corpo unghie, capelli o denti la perdita era parziale, ma se ne veniva strappato via  il cervello, il cuore o il fegato, insieme con questi perdeva la vita stessa.

Il protagonista delle prossime sequenze è sicuramente Torstein e la ferita al braccio che non accenna a migliorare. La necrosi dell’arto sta infettando anche il resto del suo corpo, chiede che sia l’amico Floki a tirare il fendente per mozzargli via il braccio in un estremo bagliore di lucidità.

Wardruna-Helvegen così recita la canzone: “Chi parlerà di me nel sonno della morte che mi afferra. Quando cammino sul Sentiero della Morte e le tracce calpestate sono fredde, così fredde.”

A quanto pare il caro Torstein avverte che la sua fine è vicina e vuole riconciliare il proprio essere con gli dei nordici attraverso un bagno rituale:

Wardruna-Helvegen: “Tutto mi è chiaro, Odino, dove hai nascosto il tuo occhio.”

L’intera vicenda sembra anticipare il tema di quello che le antiche saghe chiamavano Ragnarök: “Il crepuscolo degli dei” in favore del diffondersi di una nuova fede monoteista e universale come la religione cristiana, così si rivela un giusto epilogo quello in cui domina lo sguardo disorientato e al contempo trepidante  di Lagertha proteso verso Athelstan le cui mani recano il singolare marchio delle “stigmate”.

GALLERIA:

Scritto da:
Dovahkiin

ENGLISH:

Vikings recap: ‘The wanderer’