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Maestosi draghi scolpiti nel legno solcano le acque del nord, un viaggio alla scoperta delle “Drakkar”

La storia ci racconta che, secondo una valutazione più o meno comune, i Vichinghi erano famosi per essere una civiltà bellicosa proveniente dal nord Europa più precisamente dalla Scandinavia e dalla Danimarca.

La parola “Vichingo” fa riferimento a quelle popolazioni che abitavano lungo la costa ed erano dedite alla pirateria infatti il termine sembra provenire dal norreno “vik che viene tradotto in italiano “insenatura“.

Le imprese per mare fecero di loro abili navigatori e grazie alla costruzione di lunghe barche colonizzarono gran parte dei territori circostanti, tanto da inoltrarsi nel più estremo sud.

La navigazione nei mari del nord non doveva essere semplice, ma sicuramente meno difficoltosa del muoversi attraverso acque sconosciute come quelle calde del Mediterraneo.

Antichi carteggi attestano perfino che la scoperta delle Americhe dell’anno 1492 avvenuta per opera di Cristoforo Colombo, in realtà si sia verificata precedentemente proprio grazie a un vichingo “Erik Thorvaldsson“, detto “Erik il rosso“.

Le tecnologie utilizzate da quest’ultimi per la costruzione delle proprie navi erano così avanzate da essere riadattate anche in tempi successivi.

Le navi vichinghe consentivano di navigare sia al largo che in prossimità delle costa rendendo così più semplice lo sbarco, difatti la rapidità nelle incursioni era un loro tratto distintivo.

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Drakkar dalla serie “Vikings”

Abili falegnami riuscirono a creare, solo facendo riferimento alle tradizioni tramandate dai predecessori, imbarcazioni veloci e resistenti. Costruire una nave non era cosa facile, ma i Vichinghi poterono contare sulle ingenti quantità di legname pregiato proveniente dalla flora circostante.

Vi erano due tipi di imbarcazioni vichinghe: il “Drakkar” veniva utilizzata per l’esplorazione, mentre il “Knarr” per il commercio.

Un drakkar (tradotto in “barcaccia vichinga“) è una nave utilizzata principalmente per scopi militari e per compiere viaggi di esplorazione, caratterizzato da una forma allungata (circa 25 metri di lunghezza) e dotato di scafi formati di assi legate tra loro con fibre naturali, tali da renderle facilmente manovrabili soprattutto durante le tempeste.

Pur essendo per tipo e dimensioni diversi era anche una nave incredibilmente leggera e nella sua forma più piccola “Snekke” (circa 17 metri di lunghezza) in mancanza di un porto venivano semplicemente sollevate e portate sulla riva.

In particolare “la ruota di prua” (elemento che unisce i fianchi di prua) di queste navi elaborate ed eleganti era spesso intagliata da abili artisti [ndt: vedi Floki] dandogli forma di drago o di serpente marino (altra interpretazione del termine Drakkar: “drago“), con la convinzione che questa potesse proteggerli dai mostri marini.

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Floki

Quando arrivavano in un luogo inesplorato, queste teste di prua venivano ritirate per non offendere le divinità del luogo o in ogni modo per non spaventare i popoli che vi abitavano.

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Testa di prua a forma di drago

La nave aveva due metodi di propulsione: le vele che permettevano al Drakkar di viaggiare più velocemente e i remi utilizzati lungo le coste e in fase di combattimento.

Prima che i Vichinghi partissero era consuetudine che l’intero villaggio partecipasse alla preparazione del viaggio.

La vita a bordo era scandita da regole:

  • Ogni uomo aveva diritto a un baule nel quale riporre i propri effetti personali.
  • Non si poteva accendere il fuoco sulla nave.

Il cibo veniva consumato per lo più sotto sale, procedura che permetteva di conservarlo più a lungo, altra fonte di sostentamento era la pesca, mentre le bevande portate a bordo erano la birra e il latte.

Uno dei falsi miti riguardanti i Drakkar deriva da una loro sbagliata raffigurazione che li rappresentava con scudi appesi ai lati, questa pratica era utilizzata solo durante le feste, poichè potevano essere di intralcio o cadere durante le manovre in mare.

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Le navi “Oseberg, Gokstad e Tune” sono i tre unici Drakkar ritrovati in buono stato di conservazione in Norvegia e questo si deve al fatto che essi furono utilizzati come tombe ed interrati, ed al loro interno furono trovati numerosi monili ed oggetti d’oro infatti era tipico dei popoli del nord affidare i corpi dei propri cari al mare, collocandoli su di una piccola imbarcazione.

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Il drakkar “Tune”

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Il drakkar “Gokstad”

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Il drakkar “Oseberg£

Il drakkar più grande trovato finora misura oltre 35 metri in lunghezza, e fu scoperto da alcuni archeologi danesi nel Porto di Roskilde nel 1997. La sua scoperta fugò ogni scetticismo avanzato da alcuni storici circa l’esistenza di Drakkar di quelle dimensioni.

La necessità di trovare un luogo dove accogliere i ritrovamenti di epoca vichinga hanno promosso la costruzione nei pressi di Oslo di un museo chiamato “Vikingskipshuset” (in italiano: “Casa delle navi vichinghe“).

Bene l’articolo è giunto al termine: qualcuno di voi ha visitato questo museo? Se sì, mostrateci le foto che avete fatto! Raccontate la vostra esperienza e la vostra opinione su quanto è stato scritto, scrivendo un commento o votando questo articolo.

Scritto da:
Dovahkiin

Fonti:
Drakkar-Wikipedia
Anvo
Modellismo
Biologiamarina
Museo-navi-vichinghe-Wikipedia

ENGLISH:

The journey of the ancient norse ship called Drakkar