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Intervista a George Blagden: il personaggio “Athelstan” come “Walter White”

Vikings, la fortunata serie del canale History, è stata riconfermata per una terza stagione che, come di recente abbiamo appreso, sarà trasmessa a febbraio del 2015.

Le precedenti stagioni hanno fatto sorgere diverse questioni e una delle tante riguarda certamente il monaco “Athelstan” ancora una volta sotto il giogo della propria coscienza.

Lo scorso autunno, IGN ha avuto l’opportunità di viaggiare in Irlanda per visitare il set della serie Vikings e ha colto questa occasione per parlare con gli attori del cast sul percorso compiuto dai loro personaggi.

Quanti di voi hanno seguito la seconda stagione ricorderanno che Athelstan è stato rapito dal re Ecgbert e si ritrova a dover testare nuovamente la propria lealtà nei confronti di Ragnar, e tutto ciò accade in un momento in cui sembra concretizzarsi il passaggio da monaco a vichingo.

A tal proposito ho tradotto l’intervista di IGN a George Blagden, l’attore che interpreta il personaggio di Athelstan, circa le prove che ha dovuto affrontare e per scoprire fin dove lo porterà tutto questo.

George-Blagden-Travis-Fimmel

George Blagden “Athelstan” e Travis-Fimmel “Ragnar” al Comi-Con di San Diego

  • SEGUE INTERVISTA:

IGN: “Athelstan ha compiuto un percorso ciclico ad arco durante la serie”.

George Blagden:

Beh, in questa stagione, sì, ci si sente come se questo arco , non so, fosse diventato una cupola”. [Ride]

IGN: “Iniziamo col dire questo: vedendo Athelstan come una delle figure più fedeli della serie, anche se Loki può essere il più fedele, pensi che le sue azioni iniziali fossero un po’ sleali?”

Blagden:

Direi che Athelstan è molto simile a Ragnar a tal riguardo, in quanto egli è un opportunista. Penso che un sacco di persone hanno accusato Athelstan di essere un vile dopo essersi nascosto dietro l’altare nel secondo episodio della prima stagione, e per non pregare con il resto dei monaci. Ma certamente so che se io, George, potessi tornare indietro a quell’epoca, probabilmente anch’io sarei nascosto dietro l’altare. Non mi importa davvero se le persone mi avrebbero definito un codardo. Penso che sia stato solo molto, molto intelligente. Inoltre, stava cercando di salvare un manufatto religioso. Il fatto che lui sta lì davanti a Ragnar in quella chiesa nell’episodio due e cerca di proteggere il libro (la Bibbia), si può dire che stia prendendo una decisione su due piedi, molto rapidamente. In definitiva, si salva la vita, parlando nella loro lingua”.

Ragnar-Athelstan

IGN: “Ha questa introduzione alla mitologia vichinga e alla religione. E comincia a diventare un vichingo; comincia a combattere”.

Blagden:

Nel viaggio attraverso la prima stagione, direi che Athelstan non era diventato completamente un vichingo. Era un personaggio molto, molto conflittuale, e si era formato molto lentamente, e tutto ciò  è stato fantastico, per l’intera prima stagione Michael ha scritto il suo percorso. La prima stagione si concludeva con lui ancora molto, molto in conflitto, ma lui era stato appena offerto in sacrificio nell’episodio otto, vorrei sembrare incazzato! [Ride]. Quindi Athelstan era davvero molto confuso all’inizio della seconda stagione. Penso che dopo questo salto temporale di quattro anni alla fine del primo episodio, della seconda stagione, è come se tornaste dopo quattro anni e vedeste un uomo molto cambiato. Si è davvero integrato in questa società. Lui è pronto a far parte della loro comunità, e se questo significa compiere razzie con loro tornando in Inghilterra, così sia.Vuole rendere questo luogo la sua casa, e questa è una dinamica davvero incredibile se si pensa da dove si è partiti con la prima stagione. E’ stato molto divertente. Poi tornare in Inghilterra e fare tutte quelle imponenti scene di combattimento ed essere catturato, è, stavo solo dicendo, è piuttosto discutibile, ma alla luce del recente episodio finale di Breaking Bad, direi che probabilmente compie più cambiamenti Athelstan in due stagioni di Vikings che Walter White in cinque stagioni di Breaking Bad. [Ride]

IGN: “Sono contento che questa discussione ti abbia portato a fare tali considerazioni, in un certo senso, perché ho trovato interessante questa idea di “Epoca dell’antieroe” a partire dai Soprano, passando per Dexter Morgan, e altri personaggi simili, e certamente Walter White, che ne rappresenta l’apice. La cosa interessante per me è che guardando uno show come Vikings o in una certa misura anche i Tudors, Enrico VIII non è un personaggio unidimensionale, perché era un uomo vero. Lo stesso vale per questi personaggi. Quindi sarei curioso di sapere il perché noi non usiamo per questi personaggi la parola “antieroe”? E’ solo perchè si tratta di personalità storiche? Sono altrettanto moralmente ambigui”.

Blagden:

Interessante, non ho mai pensato a questo. Forse è qualcosa che ha a che fare con il fatto che Michael veste questi personaggi rifacendosi quanto più possibile alla verità, non che Walter White non sia un personaggio curato nel dettaglio, ma Ragnar è un personaggio basato su un uomo realmente esistito. Quindi forse scritturando personaggi reali, come Enrico VIII e Ragnar, l’età della antieroi costruita su di loro è stata estremamente esagerata. Forse perché gli antieroi a cui tu ti riferisci, in serie come i Soprano e Breaking Bad, questa caratteristica viene intensificata. Considerando che i personaggi di Vikings sono davvero esistiti. Quindi, se si ha intenzione di fare uno show storicamente accurato, è necessario renderli credibili. Dovete guardare questo show e credere che queste persone camminavano e parlavano e respiravano nel modo in cui ci viene mostrato. È interessante, però, perché anche Walter White è credibile. Non puoi per un secondo non credere a tutto quello che ha compiuto nel corso della serie. Quindi non saprei”.

IGN: “E c’è un elemento mitico in Vikings, che a me, come spettatore, piace. Ma penso che sia così perchè da personaggi che si basano sulla vita reale ci aspettiamo che agiscano come persone reali, e non ci aspettiamo che personaggi di fantasia agiscano come persone reali, il che significa che le persone reali sono moralmente ambigue. Sono complessi. Non uccidiamo la gente perché non dobbiamo farlo, ma i Vichinghi l’hanno fatto, e lo sappiamo. Nella nostra testa già ci prefiguriamo ciò, il loro senso di violenza. Inoltre, in questo particolare show, è da ricollegarsi alla mitologia il fatto che stiano correndo verso la guerra, giusto? Tutti gli aspetti della loro religione li stanno guidando per correre alle armi”.

Blagden:

Sì, è interessante, perché non credo che il termine “corsa alle armi” sia coretto, non sono sicuro che stiano ancora cercando la guerra. Si dilettano per il successo in battaglia, e godono di essere parte di una campagna di guerra o un conflitto che gli va bene. Anche se non va bene, gli garantisce forse il loro posto nel Valhalla. Direi che più di mille anni fa, il mondo era un posto molto diverso. Se si voleva sopravvivere oltre il 18° compleanno si doveva imparare a prendere la vita di un altro uomo in modo che lui non prendesse la vostra. La cosa scioccante è che Walter White sta utilizzando lo stesso metodo ma confrontandosi nella moderna società di oggi, e ciò non dovrebbe proprio accadere. Non sono sicuro che se Walter White si trovasse in piedi accanto a Ragnar, Ragnar sarebbe così metodico. Penso che si atteggerebbe come a dire, “Ti aprirò in due”, proprio perché il mondo era molto diverso allora. Questo è la cosa più bella di fare show a sfondo storico. Rispetto al fare uno spettacolo ambientato nell’ufficio di un avvocato di New York, dove si è in un abito, in Vikings si è avvolti di strisce di pelle, impugnando asce e scudi, non puoi farlo nella vita di tutti i giorni. Non si vede la gente camminare per Sunset Boulevard vestita così – beh, forse si”. [Ride]

FINE INTERVISTA.

Salve ragazzi, anche questo articolo è concluso se siete giunti fin qui è perché l’avrete letto tutto e spero sia stato interessante. Ora è giunto il vostro momento, lasciate una traccia del vostro passaggio su questo blog, mettendo un like e se vi va commentate!

Scritto da:
Dovahkiin

Fonti:
IGN

ENGLISH:

George Blagden talks about Athelstan changes on Vikings set