Il Duca Rollone si fa battezzare - Storie dai Nove mondi

Il Duca Rollone si fa battezzare – Storie dai Nove mondi

La fondazione del Ducato di Normandia

 

Non tutte le unità del << Grande Esercito >> se n’erano tornate in Inghilterra nell’892: soprattutto nel territorio della Senna inferiore v’erano anzi parecchie enclavi dove gli invasori s’erano saldamente attestati a catena, quivi vivendo un particolare tipo di vita, a mezzo fra il predone e il colono. Essi spremevano infatti i contadini dei più prossimi come dei più lontani dintorni levando tributi e costringendoli a forniture di carne e grano; e cominciando contemporaneamente, con l’aiuto delle loro vittime franche, a esercitare in proprio agricoltura e allevamento.

Punto centrale della regione di cui furono considerati a lungo signori assoluti, fu Rouen, la città portuale e mercantile sul corso inferiore della Senna, duramente devastata e pur tenacemente viva.

Qui si stabilì, probabilmente al volgere del secolo, un duca vichingo di nome Rollone (detto anche HrolfRolf), nobile di probabile origine danese venuto dall’Inghilterra nel regno franco occidentale, dove s’era guadagnato fama di guerriero e predone. Nell’estate del 911, dopo aver subito una dura sconfitta nel corso di un attacco a Chartres, cominciò, sembra, a riflettere << sulla sua situazione >> non meno seriamente dei consiglieri della corona franca. A ogni modo accettò di proseguire le trattative, caldeggiate soprattutto, nel campo avversario, dall’alto clero.

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Fu una saggia decisione. << Le forze in campo, >> così si esprime Walther Vogel, << si trovavano press’a poco su un piede di parità. I normanni incontravano severa resistenza quando si spingevano fuori dal loro territorio, ma il territorio in sé non venne mai loro conteso. >>

Una tipica situazione di stallo, insomma: i fronti, benché esteriormente ancora in movimento, s’erano consolidati, e gli eroi erano stanchi. Mancava ormai un obiettivo militare concreto.

Nel tardo autunno del 911, il re Carlo il Semplice, circondato da una schiera di chierici esperti di diplomazia, s’incontrò a St. Clair sull’Epte coi capi normanni guidati da Rollone. Poiché si trattava unicamente di legalizzare lo status quo, ci si mise subito d’accordo: il duca Rollone si ebbe tutta la terra fra Eure ed Epte più Bassin e Cotentin come feudo regale, oltre la mano della principessa Gisella, una <<figlia naturale>> del sovrano dei franchi occidentali; e in cambio riconobbe suo signore feudale il sempliciotto Carlo, impegnandosi inoltre ad abiurare la fede dei padri per farsi cristiano.

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Un anno dopo, solennemente abbigliato, figura possente, alta e quadrata, bello come il dio della guerra in persona, Rollone si accostò al fonte battesimale, convertendosi alla fede del suo ex avversario, decisione molto applaudita dai cronisti cristiani contemporanei, visibilmente sollevati.

Il battesimo di Rollone segna in effetti – a parte alcune azioni piratesche di minor portata – la fine degli attacchi vichinghi in Europa occidentale, e costituisce il lieto fine di un secolo durante il quale le audaci schiere nordiche avide di terra e di preda avevano scosso sin dalle fondamenta il potente impero carolingio.

Finale e nuovo inizio al tempo stesso: perché da questa colonia vichinga sulla costa della Manica partirono, cent’anni dopo, impulsi che scatenarono un nuovo terremoto di portata continentale.

Fonti:
Rudolf Pörtner – L’Epopea dei Vichinghi