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STORIA DI UNA CHIOMA DA VERI VICHINGHI!

L’immagine di sporchi e selvaggi dai capelli lunghi che a volte è associata ai Vichinghi nella cultura popolare, è una totale distorsione della realtà. I resoconti relativi ai Vichinghi che ci sono pervenuti sono stati scritti da autori non provenienti dalla scandinavia, ed è quindi possibile che ci sia un certo margine d’errore.

Questa abitudine venne probabilmente causata dall’incomprensione verso il paganesimo dei Vichinghi. Infatti non è raro il fatto che le loro abitudini vennero spesso travisate e mal riportate, e il lavoro di Adamo da Brema (autore dell’opera Gesta Hammaburgensis Ecclesiae Pontificum, della quale particolarmente importante è l’ultimo libro Descriptio insularum Aquilonis in cui sono descritti usi e costumi delle popolazioni norrene), tra gli altri autori, riporta storie difficilmente credibili.

I vichinghi ritenevano il mondo alla stregua di un palcoscenico fatto di magia. Credevano di essere guidati da esseri arcani e contrastati da spiriti maligni, spesso rappresentati dal sangue, fortemente intriso di valenza simbolica. Cosicché pensavano che nei capelli e nelle unghie, come in tutte le parti sporgenti del corpo, si celava una fonte inesauribile di energia.

Comunque oggi si sa che era soliti usare tutta una serie di oggetti per l’igiene personale come pettini, pinzette, rasoi o speciali “cucchiaini” per le orecchie. In particolare, negli scavi archeologici compiuti in antichi insediamenti vichinghi i pettini sono fra gli oggetti trovati più spesso.

Essi producevano anche sapone, usato sia per la pulizia personale che per schiarirsi i capelli (essendo tale sapone caratterizzato da elevata basicità), dal momento che nella cultura vichinga i capelli biondi o rossi erano oggetto di apprezzamento. Tuttavia da recenti studi, è emerso che lo schiarirsi i capelli, comportamento usuale per gli uomini vichinghi, non venisse praticato con la stessa frequenza dalle donne.

In Inghilterra i Vichinghi ebbero la reputazione di uomini “eccessivamente puliti” a causa della loro abitudine di fare un bagno alla settimana, al sabato (al contrario di ciò che facevano i locali Anglosassoni). Per riferirsi al sabato, la lingua norrena parla appunto di Laurdag, ovvero “giorno della pulizia”; in islandese “laug” significa ancora “bagno” o “pozza d’acqua”, invero tuttora il sabato è chiamato in islandese laugardagur, in svedese lördag e in danese e norvegese lørdag.

Invece per quanto riguarda le popolazioni Rus’ (termini utilizzato per indicare le popolazioni facenti parte dell’attuale Ucraina e Russia), che acquisirono una componente variaga migrando dalla Svezia verso i paesi dell’est, Ahmad ibn Rustah (esploratore persiano noto per l’opera: Libro delle gemme preziose) nota esplicitamente la loro pulizia, mentre Ahmad ibn Fadlan (scrittore persiano) è disgustato dal fatto che molti uomini usino lo stesso recipiente per lavarsi il viso e soffiarsi il naso ogni mattina.

Il disgusto di ibn Fadlan è probabilmente dovuto alle sue idee personali riguardo all’igiene personale e all’ideale del mondo musulmano di acqua corrente e recipiente personale, ma ciò ci fa sapere che quelle popolazioni avevano l’abitudine di lavarsi ogni mattina, cosa piuttosto rara durante il Medioevo epoca durante la quale le pratiche igieniche ormai di uso comune erano assai poco diffuse.

Oltre a Ibn Fadlan, quasi tutte le fonti indicano che i Vichinghi furono uno dei popoli europei più dediti alla cura della persona durante il Medioevo. In estate, erano soliti bagnarsi nei laghi o presso corsi d’acqua, o all’interno di stanze adibite a bagno trovate in ogni grande fattoria (simili alla sauna finlandese, anche se sono state utilizzate anche delle vasche). In Islanda, dove è facile trovare sorgenti calde, era consuetudine che nelle case fosse introdotta acqua riscaldata naturalmente.

Sembra chiaro che il lavarsi regolarmente le mani e i capelli era la norma, e che la mancanza di pulizia era una pratica insolita, forse riservata a chi era in lutto. Nel poema Völuspá presente nell’Edda poetica si dice che lo stesso Odino, re degli dei, non abbia lavato i suoi capelli in segno di lutto per la morte di suo figlio Baldr.

Forse il commento più suggestivo proviene dalla penna del chierico inglese Giovanni di Wallingford, priore di S. Fridswides, che si lamentava amaramente che gli uomini della Danelaw (area dell’Inghilterra sotto il controllo amministrativo dei Danesi) pettinavano i loro capelli, facevano il bagno ogni Sabato, e cambiavano frequentemente i loro capi in lana, e che tutti questi atti pagani servivano a compiacere le donne inglesi di alto lignaggio.

Rispetto a ciò che concerne la cura dei capelli pare che lo strumento più importante era il pettine, utilizzato non solo per lisciare e ordinare i capelli durante il lavaggio, ma anche per contribuire a rimuovere lo sporco. Alcuni studiosi ritengono che l’uso diffuso di pettini in tutto il mondo antico era dovuto alla loro utilità nel controllare i parassiti in particolar modo i pidocchi.

Ebbene dopo questa breve descrizione sulle norme igieniche adottate dai normanni passiamo in rassegna quali erano gli ornamenti e i metodi più diffusi per mezzo dei quali abbellire la propria chioma in epoca vichinga.

Acconciature maschili:

Gli studi archeologici ci suggeriscono che di solito gli uomini portavano i capelli lunghi fino alle spalle, forse con la frangia. I capelli potevano essere lisci o ricci, intrecciati e inseriti all’interno di un’elaborata coda di cavallo, in genere con la i lati e la nuca rasata con l’ausilio di appositi rasoi.

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Inoltre una pratica assai diffusa era quella di tingere non solo i capelli ma anche la barba con delle soluzioni basiche ad azione sbiancante. A menzionare questa tecnica non solo Ahmad ibn Rustah ma prima di lui anche Plinio il Vecchio afferma che gli uomini delle tribù germaniche erano propensi a decolorare capelli e barba.

Ciò nonostante non esiste una vera  e propria pettinatura maschile comune in quanto esse erano assai variabili a seconda della zona di provenienza. Alcune forse erano più in uso di altre o dettate da una particolare professione, di solito gli schiavi portavano i capelli molto corti, viceversa il ceto medio portava i capelli fino alle spalle e la barba lunga mentre un guerriero doveva essere attento a scegliere un taglio che non permettesse all’avversario di effettuare prese durante il combattimento.

Acconciature femminili:

Le donne a differenza degli uomini dovevano adottare dei criteri dettati dall’età o l’appartenenza a un determinato stato civile. Le giovani fanciulle potevano portare i capelli sciolti e fluenti ma probabilmente per essere più comode li alzavano e intrecciavano sopra la testa. Le donne sposate li avevano legati e talora avvolti in un velo. Si può notare come nella serie “Vikings” per i capelli femminili venga utilizzato uno stile più articolato ed elegante.

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A proposito dei colori maggiormente apprezzati vi è sicuramente il biondo, poiché non tutte avevano la fortuna di avere una chioma luminosa le più ricorrevano alle tinte utilizzando una tecnica nota sin dai tempi dei Celti, servendosi di un sapone dall’azione schiarente con conseguente sfumatura rossa o dorata.

Le schiave al pari degli uomini dovevano avere i capelli corti, le ragazze non sposate li portavano lunghi ornati di quando in quando da un cerchietto detto “kransen”, diversamente le donne sposate li tenevano raccolti e intrecciati all’interno di una cuffia chiamata “hustrulinet”.

Quanti di voi hanno provato a ricreare le acconciature proposte in Vikings?

Quale tipo di pettinatura preferite?

Scritto da:
Dovahkiin

Fonti:
eHow
Vikinganswerlady
Wikipedia

ENGLISH:

Vikings hairstyle and haircare