George Blagden

Athelstan: le visioni di un monaco ‘pagano’ – Opeth

Athelstan nato da una famiglia che non poteva permettersi un altro figlio, in età molto giovane fu posto in un monastero, tuttavia con il passare del tempo, ebbe modo di gioire nel servire il padre della chiesa e nel mettere la sua vita al servizio della dottrina cristiana.

In seguito all’incursione di un gruppo di vichinghi presso il monastero, viene fatto prigioniero e implora affinché la sua vita venga risparmiata, iniziando a parlare la lingua dei nord con grande sorpresa del condottiero Ragnar.

Quando interrogato su come abbia imparato il linguaggio vichingo, Athelstan risponde che al monastero i monaci sono incoraggiati a “diffondere la parola di Dio“, questi decide di rapirlo e di tenerlo come schiavo per i suoi figli.

Passato qualche anno entra a far parte attivamente della società vichinga, dice di aver rinnegato la fede cristiana (rappresentato simbolicamente dalla Bibbia che si sgretola tra le sue mani dopo l’incendio alla fattoria di Ragnar) e di condividere le loro credenze mentre il rapporto con Ragnar si fa sempre più esclusivo.

Una nuova incursione si avvicina, Ragnar e i suoi partono per il Wessex, è in questo frangente che durante il saccheggio di una chiesa Athelstan inciampa su una Bibbia, la ammira ma un vescovo lo riconosce come un monaco e lo minaccia con la crocifissione (questo evento deve essere sottolineato in quanto tempo dopo sfogliando la Bibbia che ha trovato riceverà la prima visione di una crocifissione).

I vichinghi cadono in un’imboscata, di conseguenza Athestan viene catturato e crocifisso, anche se prima che venga ucciso il re Ecbert decide di salvarlo e lo porta come ostaggio nel suo regno.

george blagden GIF Athestan

Le sue ferite vengono curate e il re lo tiene in grande considerazione, interrogandolo a volte per sapere delle usanze dei pagani altre anche solo per chiedere consiglio.

In questi luoghi sembra aver ritrovato la pace ma come spesso accade a chi muove passi incerti perché ha dimenticato la propria meta Athelstan è confuso, comincia ad avere allucinazioni tali da sembrare concrete.

La bibbia che aveva con sé comincia a sanguinare,  a questo episodio si aggiungono visioni della Vergine Maria e di una bestia oscura con denti aguzzi.

Un’ultima osservazione va data alla scena in cui vi è lo svolgimento della messa, nel momento della comunione precisamente l’atto del prendere l’ostia consacrata Athelstan la sputerà, dimostrazione che il paganesimo è ancora una componente forte nella sua vita.

Il conflitto interiore vissuto da questo personaggio ha richiamato alla mente una canzone che secondo me ben si presta a questo tema: “Forest of Octber” degli Opeth.

Di seguito l’esecuzione live:

Gli Opeth sono un gruppo progressive/death metal svedese, formatosi a Stoccolma nel 1990.

Forest of october (Foresta di ottobre) è la traccia numero quattro del primo album degli Opeth, Orchid, pubblicato il 15 maggio del 1995.

Tematica:

Il nostro protagonista seppur libero sente il suo spirito che si oppone in silenzio e col passate dei giorni inizia a soffrire. Non ascoltando il suo spirito il protagonista inizia ad alternare momenti di dolore e sofferenza a momenti di eccitazione euforica, probabilmente la Foresta incide più o meno negativamente nella sua mente e nel suo spirito.

FOREST OF OCTOBER

The memories that now rests in this forest
Forever shadowing the sunrise of my heart
Wings leave their nest at my coming
Swaying away unto the cold glowing sky

Dreaming away for a while
My spirit sighs in peace
Gazing unto the stars
Please, take me there

I am so alone, so cold
My heart is to scarred to glow
I wish the sunrise to come
Take my soul (away)
From this cold, lonely shell
I am free

From the eternal sea I rose
Veiled in darkness on either shore
Lost my pride, lost its glow
For me the sun rose no more

The forest of October
Sleeps silent when I depart
The web of time
Hides my last trace

My blaze travel the last universe
Like the sights of magic
Wrapped in aeons
My mind is one with my soul
I fall alone
While leaves fall from the weeping trees

FORESTA DI OTTOBRE

I ricordi che ora giacciono in questa foresta
Per sempre oscurano l’alba del mio cuore
Piumati lasciano il loro nido al mio passaggio
Oscillando in volo verso il freddo cielo luccicante

Fantasticando per un po’ di tempo
Il mio spirito sospira in pace
Fissando dentro le stelle
Per favore, portami lì

Sono così solo, ho così freddo
Il mio cuore è troppo impaurito per brillare
Desidero che venga l’alba
Che prenda la mia anima (via)
Da questo freddo, solitario guscio
Sono libero

Sono sorto dal mare eterno
Velato nell’oscurità su qualunque spiaggia
Perso il mio orgoglio, perso il suo bagliore
Per me il sole non sorge più

La foresta d’ Ottobre
Dorme silente mentre parto
La tela del tempo
Nasconde la mia ultima traccia

La mia fiamma viaggia nell’ultimo universo
Come lo spettacolo della magia
Avvolta in eoni
La mia mente è una con la mia anima
Cado da solo
Mentre cadono le foglie dagli alberi piangenti.

Le vicende di Athelstan ci hanno toccano nel profondo, a farle da sfondo realtà fatte di miti e religioni diverse che prima di allora mai si erano incontrate.

Se anche voi siete affascinati da questo personaggio e dal suo conflitto interiore, diteci la vostra commentando!

Scritto da:

Dovahkiin

Fonti:
Canzoni-metal
Vikings-Wikipedia

ENGLISH:

Athelstan divided about his faith and deeply troubled