uppsala

ANTICHE CREDENZE PRESSO IL TEMPIO DI UPPSALA

Molteplici e varie sono le testimonianze che ci restano di quella che fu la religione pagana in epoca vichinga quando ancora nessun cristiano aveva osato avventurarsi nelle terre del nord traboccanti di antiche saghe di guerrieri coraggiosi pronti a dimostrare il proprio valore sfidando temibili creature.

In questo contesto l’individuo cerca di trovare una propria dimensione tentando il contatto spirituale con la divinità erigendo templi e compiendo sacrifici in suo onore per riceverne benefici o placarne l’ira.

Gamla Uppsala (“Uppsala Vecchia”) è un villaggio della Svezia che tra il III e il IV secolo a.C. fu un importante centro religioso, economico e politico che vide sorgere la residenza dei re svedesi della leggendaria dinastia degli Ynglingar.

L’ultimo grande tempio pagano fu distrutto con la cristianizzazione del paese nell’undicesimo secolo ma rappresenta sicuramente una delle più significative testimonianze delle tradizioni religiose in uso presso i popoli nordici dell’odierna Scandinavia ma anche Islanda e Danimarca.

Il sito archeologico che comprende la struttura religiosa può essere considerato come uno dei luoghi centrali del periodo di interesse, includendo oltre ai numerosi tumuli anche diversi luoghi adibiti alle più diverse mansioni come ad esempio scuole e centri economici.

Una testimonianza di ciò la ritroviamo nella connessione tra diritto e religione infatti nelle culture antiche spesso la guerra era accompagnata da alcuni rituali che servivano oltre a garantire il successo della battaglia anche a conferire prestigio al sovrano e al suo rango.

Questo quanto riportato dallo storico e teologo tedesco Adamo di Brema nel suo Gesta Hammaburgensis Ecclesiae Pontificum:

“Ora diremo qualche parola sulle credenze popolari degli svedesi. Quella gente ha un famoso tempio chiamato Uppsala, situato non lontano dalla città di Sigtuna e Björkö. In questo tempio, interamente addobbato in oro, le persone adorano le statue di tre divinità in tal guisa che il più potente di loro, Thor, occupa un trono al centro della camera; Wotan (nome germanico di Odino) e Frikko (latinismo per “Freyr”) sono posti ai suoi lati.

Il ruolo di questi dei è il seguente: Thor, si dice, presiede l’aria, che disciplina i tuoni e i lampi, i venti e le piogge, il bel tempo e le colture. L’altro, Wotan amministra la guerra e conferisce all’uomo la forza per combattere i suoi nemici. Il terzo è Frikko, che dona pace e piacere ai mortali.

Vicino a questo tempio si trova un grande albero con diversi rami, sempre verde sia d’inverno che d’estate. A quale specie appartenga nessuno lo sa. C’è anche un pozzo in cui i pagani sono soliti fare i loro sacrifici, e un uomo a volte vi  si getta dentro. Se non riesce a tornare in superficie, sarà concesso il desiderio del popolo.

Una catena d’oro gira intorno al tempio. E’ appesa a partire dal timpano (struttura architettonica) del palazzo e invia il suo scintillio da lontano a chi si avvicina, perché il santuario si trova su una superficie piana, con montagne in prospettiva, come in un teatro.

I sacerdoti hanno il compito di offrire sacrifici in nome del popolo. Se la peste e la fame minacciano le loro terre, un’offerta viene versata per l’idolo Thor; se infuria la guerra, a Wotan; se vengono celebrati dei matrimoni, a Frikko.

E’ consuetudine presso Uppsala, svolgere una festa generale di tutte le province della Svezia a intervalli di nove anni. Nessuno è esentato dal parteciparvi Re e tutti devono mandare i loro doni a Uppsala. L’entità del sacrificio avviene in questo modo: di ogni essere vivente maschio, offrono nove teste con il sangue necessario per placare gli dei. I corpi vengono appesi nel bosco sacro che confina con il tempio.

Feste e sacrifici di questo tipo sono celebrate per nove giorni. Ogni giorno offrono un uomo con altri esseri viventi in numero tale che nel corso dei nove giorni saranno fatte offerte di settantadue creature. Questo sacrificio dura circa il tempo dell’equinozio di primavera.”

A tal proposito come non citare l’episodio 8 della prima stagione di Vikings intitolato “Sacrifice” in cui Ragnar, la sua famiglia e altri partono in direzione di Uppsala per rendere omaggio agli dei. Il viaggio si svolge ogni nove anni e durante questo periodo si compiono sacrifici e si intonano canti.

Tuttavia non tutto quello che lo storico ha riportato corrisponde a verità poiché gli archeologi sembrano discutere soprattutto sulla natura stessa dell’edificio ossia se si tratti o meno di un tempio o di qualcosa di diverso.

Dopo un lungo confronto gli studiosi hanno convenuto si trattasse di una sala per banchetti dove avevano luogo le feste rituali dal momento infatti trattandosi di un volume scritto in latino è piuttosto facile incorrere in errori di interpretazione.

Rispetto alla tematica puramente religiosa, la presenza di queste divinità all’interno del luogo di culto trova un riscontro nella realtà del periodo dato che la pratica di compiere rituali era già parte del passato di cui ci parla l’islandese Snorri Sturluson o meglio colui grazie al quale ci è pervenuta buona parte della sapienza mitologica norrena in forma scritta.

Lo stesso Snorri nella saga Ynglingar presenta l’origine degli dei nordici e dei governanti che da loro discesero, inizialmente gli Æsir si stabilirono in quella che oggi è la Svezia e vi edificarono diversi templi:

“Odino si stabilì presso il lago Logrin in un luogo che un tempo si chiamava Sigtúnir. Ci eresse un grande tempio e fece sacrifici secondo il costume degli Æsir. Si appropriò di un territorio molto vasto che chiamò Sigtúnir.

Ha dato dimore ai sacerdoti del tempio. Njörðr abitava in Noatun, Freyr abitava a Uppsala, Heimdall a Himinbjorg, Thor a Þrúðvangr, Baldr a Breidablik e a tutti Odino diede delle eleganti proprietà .”

Un aspetto dei rituali tenuti a Uppsala che è quasi completamente ignorato da questi cronisti, ad eccezione di Snorri, è che in concomitanza con l’assemblea degli dei si svolgesse anche un culto delle dee.

In realtà, questa cerimonia aveva un ruolo centrale e veniva chiamata “Dísablót” che letteralmente significa “sacrificio per le dee” che alcuni pensano siano le tre Nornir: Urðr, Verðandi e Skuld. La celebrazione viene ancora festeggiata con il “Dísting” che si tiene in Svezia a Uppsala, ovviamente non come rito pagano, ma come una fiera annuale.

La maggior parte degli storici, ritengono che questo rituale compiuto dalla “blótgydja“, cioè una sacerdotessa sacrificale, aveva lo scopo di migliorare il prossimo raccolto in cui vi si rispecchiavano i diversi culti legati alla produttività del terreno.

In Svezia, il Dísablót era di grande importanza politica e sociale, le fonti però si concentrano sulle tre divinità sopra enunciate e sulla natura barbara del sacrificio tralasciando questa usanza. 

Bisogna tenere presente che la maggior parte degli scrittori di quel periodo erano cristiani e non potevano raccontare tradizioni, a cui erano estranei, meglio di coloro che scrissero quei miti, saghe e altre opere che ci sono giunte.

Ciò nonostante unendo insieme le diverse fonti  si è potuto constatare che il Tempio di Uppsala del resto possa anche essere stato un tentativo di copiare nella vita reale il concetto mitico di un parlamento divino le cui ignote forze reggono le leggi del cosmo.

Scritto da:
Dovahkiin

Fonti:
Germanicmythology
Wikipedia
Freya

ENGLISH:

Vikings rituals among the temple of Uppsala