Ragnarock Story 15 – diversamente vichinghi: il death metal

Ragnarock Story 15 – diversamente vichinghi: il death metal

La copertina di Seven Churches (1985) dei Possessed, il primo album death metal della storia, pur ancora ancorato molto al thrash del periodo.

La copertina di Seven Churches (1985) dei Possessed, il primo album death metal della storia, pur ancora ancorato molto al thrash del periodo.

Tra i tanti generi metal, il death è sicuramente uno di quelli più brutali e impenetrabili. Nato intorno alla metà degli anni ottanta dall’estremizzazione del thrash metal più aggressivo di Slayer e Kreator, alla fine del decennio soppiantò il suo stile d’origine nei gusti dei fan, per vivere una breve fiammata di popolarità all’inizio della decade successiva. Il fatto che il death sia un’evoluzione del thrash si riflette molto bene anche all’interno delle tematiche: i testi della prima incarnazione erano praticamente tutti incentrati o su un occultismo vicino al satanismo e all’anticristianesimo, o ancor di più su toni orrorifici, spesso con tante suggestioni da film horror e non di rado con declinazioni splatter, un immaginario molto diffuso nel genere. Con le evoluzioni successive, molti di questi estremismi sono stati abbandonati o smussati: così, in questi nuovi stili i testi hanno preso a parlare di emozioni, di filosofia, o semplicemente di vita di tutti i giorni, anche se spesso sotto un’ottica infelice. Sono probabilmente proprio i toni sempre cupi e negativi del death metal la causa dello scarsissimo fascino del genere per tematiche fantasy o storiche, e di conseguenza anche per i vichinghi: eppure, alcune eccezioni anche piuttosto famose e influenti esistono, e vale la pena qui di parlarne.

Quasi certamente non è un caso che i gruppi di punta del “death metal norreno” provengano dalla Svezia, e non solo per una questione storico/geografica. Il paese scandinavo è stato infatti uno dei due poli, insieme alla Florida, del death metal a livello mondiale. Non solo: rispetto a quella americana, la scena nordeuropea aveva caratteristiche particolari. I suoni delle chitarre erano più cupi, la melodia più presente e più in generale vi era una maggior tendenza verso l’evoluzione. Non è un caso che sottogeneri come il death metal melodico e il death ‘n’ roll siano nati in Svezia, e che band death (o che lo erano una volta) avanti coi tempi Therion, Tiamat, Opeth, Edge of Sanity, At the Gates e In Flames provengano tutte dal paese scandinavo.

La copertina di Where No Life Dwells degli Unleashed.

La copertina tipicamente death metal di Where No Life Dwells degli Unleashed.

È probabilmente proprio a questa corsa alla sperimentazione che si possono ascrivere anche gli Unleashed, la prima band death metal in assoluto a parlare nei suoi testi degli antichi normanni. Fondati nel 1989 dal bassista/cantante Johnny Edlund dopo essere stato espulso dai Nihilist (che cambieranno subito dopo nome in Entombed e diventeranno uno dei precursori più importanti della scena), il gruppo esordì due anni dopo con Where No Live Dwells. Se a livello di suono l’album era ascrivibile pienamente al classico death svedese, che allora andava per la maggiore, le liriche variavano un po’ rispetto alla media del genere: così, accanto a testi violenti e infarciti di anticristianesimo, oppure macabri, trovavano posto la tolkeniana The Dark One e soprattutto la epica Into Glory Ride, con un ingenuo testo battagliero, in cui i vichinghi combattono e uccidono i nemici prima di lodare i propri dei. Questa tendenza battagliera si rafforzò con il successivo Shadows in the Deep (1992), che presentava molte più canzoni ad affrontare temi epici: tra di esse spicca anche Onward into Countless Battles, traccia meno immatura della precedente nell’affrontare l’invasione vichinga, e Land of Ice, celebrazione della natura del nord Europa accompagnata da riferimenti mitologici.

L'artwork di "Across the Open Sea" degli Unleashed.

L’artwork di Across the Open Sea degli Unleashed, con il drakkar.

È però con Across the Open Sea (1993) che il gruppo fa il salto definitivo verso le tematiche vichinghe, che diventano l’argomento centrale dei testi, declinati in un senso a metà tra l’epicità, una certa spinta verso l’anticristianesimo e un po’ di truculenza. Ciò è evidente non solo dall’artwork, con raffigurato un drakkar, ma anche da titoli come To Asgaard We Fly e In the Northern Lands, giusto una punta d’iceberg per un album quasi totalmente incentrato su vichinghi in guerra e su un paganesimo germanico misto a un forte anticristianesimo. Da allora gli antichi pirati scandinavi divennero il marchio di fabbrica per gli svedesi, che li distingueva da ogni altra band death metal classico: in ogni loro album infatti, anche in quelli più vari dal punto di vista tematico, è presenta almeno qualche canzone che rimanda a questo argomento. È una tendenza che non si è mai fermata, tant’è che anche l’ultimo album degli Unleashed, Dawn of the Nine, uscito quest’anno, è ancora pregno delle stesse tematiche: lo testimoniano molto bene pezzi come Defenders of Midgard, Let the Hammer Fly e Welcome the Son of Thor!, decisamente un bell’indicatore di come la passione degli svedesi sia rimasta immutata nel tempo!

La copertina dell'EP Sorrow Throughout the Nine Worlds degli Amon Amarth

La copertina dell’EP Sorrow Throughout the Nine Worlds degli Amon Amarth

C’è però un altro gruppo, sempre svedese, che ha proseguito sullo stesso binario tematico con ancora più convinzione, insistendovi sin dalla sua fondazione: stiamo parlando degli Amon Amarth. Nati nel 1992 dalle ceneri degli Scum, prendono il nome dal Monte Fato di Tolkeniana memoria. Due anni dopo, col primo demo The Arrival of the Fimbul Winter il gruppo mostrò un genere ascrivibile al death metal melodico ma comunque piuttosto maschio e dai toni vagamente epici. Era insomma una versione un po’ più evocativa di questa forma meno aggressiva e più profonda del genere death che in quel periodo stava diventando una tendenza nella città di Gothenburg (questa prima incarnazione è appunto detta “Gothenburg Sound”) e cominciava a raccogliere consensi anche nel resto del mondo. A differenza delle tante band del suo genere, però, che cantavano di emozioni tristi o di situazioni oscure, le tematiche degli Amon Amarth erano tutte incentrate sugli antichi abitanti della Scandinavia, un fatto evidente fin dal titolo e che proseguiva nei testi delle quattro canzoni del demo.

L'artwork guerresco di The Avenger degli Amon Amarth

L’artwork battagliero di The Avenger degli Amon Amarth

Gli anni passarono, e dopo l’EP Sorrow Throughout the Nine Worlds (1996), il gruppo esordì sulla lunga distanza nel 1998 con Once Sent from the Golden Hall. In nessuno dei due album la tendenza vichinga del gruppo si attenuò, ma anzi rimase immutata. In generale, gli svedesi professavano fieramente un immaginario totalmente norreno, declinandolo a tratti in senso anti-cristiano (specie negli album immediatamente successivi), ma esaltando più spesso le proprie radici pagane, o celebrando il coraggio delle antiche genti scandinave in battaglia. È una caratteristica che il gruppo ha portato avanti molto a lungo, fino ai giorni nostri: lo dimostrano classici come The Avenger (1999), The Crusher (2001) e Versus the World (2002), nonché una carriera che prosegue fin’oggi (l’ultimo Deceiver of the Gods è del 2013), e che ha visto qualche cambiamento nel suono, ma senza mai abbandonare un discorso tematico portato avanti con una coerenza poco comune, all’interno del mondo metal attuale.

Il grande successo raccolto dagli Amon Amarth ha spinto inoltre molti a intraprendere la loro strada: negli ultimi anni, tanti sono stati i gruppi a coniugare death metal melodico e tematiche vichinghe. I primi probabilmente sono stati gli americani Helcaraxë (peraltro molto ispirati anche agli Unleashed), nati nel 2003, ma anche gruppi come gli svedesi Wulfgar, gli spagnoli Vikingore e i nostrani Vinterblot e Icethrone hanno raggiunto un discreto successo, col tempo. È per questo che, tra tutti i generi che abbiamo affrontato fin’ora tra i “diversamente vichinghi”, il death è quello che a oggi può contare sulla maggior densità di band!

E a voi piace il death metal?

Scritto da Mattia L.
Fonti:
Encyclopedia Metallum
Wikipedia in inglese

Gelataio di professione, scrittore nei sogni, come blogger gestisce Heavy Metal Heaven, una webzine underground, oltre che il blog personale Hand of Doom.